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Un viaggio per scoprire Orvieto, la perla dell’Umbria, e i suoi dintorni

  • 07/06/2022

​Nel Medioevo, era conosciuta come la “città alta e strana", ma a cosa deve questo particolare appellativo? Appoggiata su un'alta rupe di tufo, di giorno Orvieto sembra distesa sulle nuvole, di notte invece appare come una visione luminosa sospesa nel cielo scuro. Insomma, già dall'autostrada, quando si avvista la città, si capisce che non si tratta di un posto qualunque. E il visitatore che avrà il piacere di fermarsi, scoprirà una quantità di tesori architettonici e artistici che fanno di questo luogo un gioiello non solo dell'Umbria, ma di tutto il mondo. Dopo una visita senza fretta, vale però la pena spingersi oltre, perché Orvieto si trova in una delle zone più belle d'Italia: nelle sue vicinanze possiamo trovare numerosissimi borghi antichi, laghi incontaminati, parchi “mostruosi" e altre meraviglie.

​Scopriamo allora cosa vedere a Orvieto e nei dintorni.


Orvieto, una città-capolavoro in uno dei luoghi più belli d'Italia

È una delle città più visitate della Tuscia, un territorio in bilico tra tre regioni – Umbria, Lazio e Toscana – e che in origine era appunto abitata da “tusci", ossia gli etruschi, e chiamata anche Etruria. Orvieto ha quindi una storia antica, che si riflette nella ricchezza di opere d'arte che la rendono una tappa imperdibile: visitarla significa compiere un viaggio nel tempo, dagli etruschi ai romani, fino al Rinascimento.  

E il nostro tour non può che partire dal capolavoro di arte romanica e gotica simbolo della città: il Duomo, ossia la Cattedrale di Santa Maria Assunta. Iniziato nel 1290, la sua costruzione richiese tre secoli e la lavorazione di oltre venti artisti. Vale la pena entrare e visitare al suo interno la Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto, un gioiello del Rinascimento italiano per ammirarne le decorazioni e gli affreschi a tema Giudizio Universale. 

Altra attrazione imperdibile è senz'altro il celebre Pozzo di San Patrizio, che prende il nome per la somiglianza con la cavità – pare senza fondo – in cui il santo scendeva a ritirarsi in preghiera: stando alla leggenda, da quel luogo si poteva accedere al Purgatorio e, a volte, intravedere persino l'ingresso del Paradiso. Questo non l'assicuriamo, ma non si può lasciare Orvieto senza scoprire questa meraviglia di ingegneria e architettura profonda 58 metri, la cui particolarità sono le doppie scale elicoidali indipendenti, una per la discesa e l'altra per la risalita: 248 scalini per “toccare" il fondo, attraversare un ponticello per arrivare all'altra scala e da lì altri 248 gradini. Quando risalirete, potrete rilassarvi nei giardini della Fortezza di Albornoz, proprio accanto all'ingresso del Pozzo di San Patrizio, che sono il luogo ideale dove ammirare il panorama sulla Valle di Orvieto. 

Già che ci siamo avventurati sottoterra, rimaniamoci un po'. Perché c'è un Orvieto inedita e nascosta, quella underground. Per oltre duemila anni gli abitanti hanno scavato nella rupe di tufo su cui poggia la città costruendone un'altra, sotterranea, formata da un complesso labirinto di grotte, cunicoli, pozzi e cisterne e che oggi è possibile visitare. 

Per concludere, sempre a proposito di gradini, una visita la merita anche la torre del Moro: oggi divenuta un centro culturale, dalla sua sommità si può ammirare il panorama mozzafiato sul Duomo e sui tetti di Orvieto. Dopo 250 gradini belli ripidi, però.


Orvieto e dintorni: cosa vedere vicino alla “città alta e strana"

I luoghi d'interesse a Orvieto non mancano, come abbiamo visto. Eppure, non tutti sanno che questa città – grazie alla sua posizione strategica – è la meta ideale per scoprire alcune delle più grandi ricchezze del nostro Paese.


Il parco dei mostri di Bomarzo

Prendete la macchina e spingetevi a sud di Orvieto, per scoprire un unicum nell'arte dei giardini rinascimentali italiani: il Sacro Bosco di Bomarzo a Viterbo, conosciuto anche come Villa delle Meraviglie o Parco dei Mostri. Tre ettari di parco progettato nel 1552 dall'architetto Pirro Ligorio e il principe Vicino Orsini, in cui, in mezzo a un bosco, si snoda un percorso che vi porterà alla scoperta di decine di statue enormi, criptiche iscrizioni, massi scolpiti con sembianze di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, ma anche fontane, obelischi, case pendenti che hanno fatto innamorare anche il famoso pittore Salvador Dalì. Finché ci siete, fermatevi anche a Viterbo, la “città dei Papi" e passeggiate tra i suoi quartieri medievali, la casa di Santa Rosa e il Palazzo Papale, fino alla zona termale appena fuori la città.


Bellezze naturali: il Lago di Bolsena e le Cascate delle Marmore

Per chi ama la natura, potrà approfittare della vicinanza di Orvieto al magnifico Lago di Bolsena, il più grande specchio d'acqua del Lazio ma non solo, perché è anche il lago di origine vulcanica più grande d'Europa. Un luogo di alto valore ambientale, oltre che turistico, le cui coste alternano uliveti, vigne, campi coltivati e borghi di grande pregio. 

Altra tappa irrinunciabile per chi visita Orvieto sono le vicine Cascate delle Marmore, considerate – a ragione – uno dei luoghi più belli e affascinanti dell'Umbria. Situate vicino alla città di Terni, sono le più alte cascata artificiali d'Europa: costruite a partire dal 271 a.C., sono una formidabile opera d'ingegneria romana che ancora oggi permette al fiume Velino di confluire spettacolarmente nel Nera con un dislivello complessivo di 165 m suddiviso in tre salti. Insomma, una meta che lascia estasiati adulti e bambini.


Borghi, borghi e ancora borghi

Se Orvieto è bellissima, altrettanto lo sono gli innumerevoli borghi che si trovano nelle sue vicinanze, considerati tra i più belli d'Italia. A partire da Ficulle, un piccolissimo borgo medievale ad appena venti minuti da Orvieto, che è diventato famoso per la produzione di ceramiche artistiche. Infatti, è anche conosciuto come il “paese dei cocciari", ovvero di coloro che lavorano l'argilla per costruire i cocci. 

Famosissima è anche Civita di Bagnoregio, una sorta di Orvieto in miniatura in quanto anch'essa sorge su uno sperone di tufo in equilibrio precario. Non a caso, è soprannominata la “città che muore", per via del fragile terreno su cui sorge e per lo spopolamento subito negli anni passati. Oggi infatti conta una manciata di abitanti appena, e si raggiunge percorrendo un suggestivo ponte sospeso: arrivando nel borgo, il turista avrà l'impressione di trovarsi in un altro tempo. Il consiglio è di perdersi tra gli anfratti e le viuzze del borgo, e lasciarsi incantare dalla vista spettacolare su tutta la Valle dei Calanchi. 

D'obbligo è una visita anche a Todi, che dista da Orvieto una quarantina di chilometri ed è considerato uno dei borghi più suggestivi dell'Umbria, ricchissimo di luoghi d'interesse storico e artistico. A partire dal Duomo, insigne esempio di architettura sacra tardo-romanica e gotica, eretto fra l'XI e il XIV secolo, e dal Palazzo Vescovile, dal Palazzo del Capitano del Popolo e dal Palazzo del Popolo, tra i più antichi edifici pubblici italiani. 

O ancora, non troppo lontano da Orvieto, merita senz'altro una tappa Montefalco, che domina dall'alto di una collina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno e terra del prestigioso Montefalco Sagrantino. Qui sorge la Tenuta di Còlpetrone, una delle più importanti realtà produttive del comprensorio della DOCG di Montefalco. Questo è il luogo ideale dove fermarsi e raggiungere Orvieto, Spoleto e anche Perugia, scoprendo  tutta la ricchezza che il territorio umbro sa offrire e vivendo an​che una delle esperienze proposte dalla Tenuta, come la degustazione guidata dei vini del territorio.

Vi abbiamo fatto venire voglia di partire?

 

 

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