C’è un’Italia che si attraversa lentamente, a piedi o in bici, alla ricerca del silenzio, della contemplazione e, forse, anche di se stessi. È l’Italia dei cammini, come quello della Via Francigena, oppure della Via di Francesco, un percorso di pellegrinaggio che tocca alcuni dei luoghi più significativi della vita del Santo più famoso d’Italia attraversando borghi intatti, boschi ombrosi, pievi millenarie ed eremi dal fascino mistico. Le possibilità sono diverse, ma qui ci concentreremo sulla via del Nord per raggiungere Assisi, il cuore del Cammino di San Francesco. Scopriamo alcune delle tappe più significative e dove dormire.
Il Cammino di San Francesco, o semplicemente Via di Francesco, nasce per ripercorrere i luoghi che hanno segnato la vita del Santo. È quindi oggi uno dei cammini spirituali e naturalistici più importanti d’Europa, e si compone di due itinerari principali che conducono alla meta centrale del pellegrinaggio: Assisi, città natale e simbolo universale di San Francesco.
Il percorso del Nord, lungo circa 189 km, parte dal Santuario della Verna, in Toscana, dove il Santo ricevette le stimmate. Il percorso del Sud, di circa 247 km, ha origine a Roma, cuore della cristianità, e risale l’Umbria attraverso la Valle Santa reatina, toccando Greccio, Rieti, Spoleto, Trevi, fino ad Assisi. Un’altra possibilità è quella definita la Via di Roma, che da La Verna permette di raggiungere prima Assisi e poi proseguire per Roma per un totale di 500 km.
Nel tempo, tuttavia, alla struttura principale si sono aggiunti altri itinerari complementari, come il Cammino di San Francesco da Rimini a La Verna, e varianti regionali che attraversano borghi, eremi e abbazie tra Toscana, Umbria e Lazio, offrendo infinite possibilità a chi desidera vivere l’esperienza in modo personalizzato.
È un cammino aperto a tutti, credenti e non: chiunque senta il desiderio di immergersi nella natura, rallentare il passo, ritrovare un equilibrio può cimentarsi in questo percorso, tenendo conto delle proprie esigenze, della propria preparazione fisica e delle diverse difficoltà dei tratti. È perfetto per i pellegrini, gli escursionisti e appassionati di trekking, o semplicemente per le persone che cercano un’esperienza che unisca spiritualità, natura e scoperta di luoghi storici.
Si può affrontare in più giorni, suddividendolo in tappe, oppure scegliere uno o due tratti da percorrere come esperienza personale o di gruppo, a seconda delle proprie capacità e livello di allenamento. Tutti i percorsi sono ben segnalati con il simbolo chiave del cammino e i colori del blu e del giallo, ma il consiglio è di consultare i siti ufficiali e aggiornati prima della partenza, sia per avere le tracce GPS sia per verificare eventuali modifiche temporanee del tracciato.
Tra le varianti possibili, la Via del Nord, che parte dal Santuario della Verna (in Toscana) e raggiunge Assisi, è uno dei percorsi più suggestivi, sia per la ricchezza dei paesaggi che per la densità spirituale dei luoghi attraversati. Il cammino è ufficialmente suddiviso in 8 tappe, tutte percorribili sia a piedi che in bicicletta, con alcuni tratti più adatti a una modalità o all’altra: ecco una panoramica delle tappe principali!
Il punto di partenza è tra i più simbolici: il Santuario della Verna, incastonato all’interno del bellissimo Parco delle Foreste Casentinesi, è il luogo dove San Francesco ricevette le stimmate. Il primo tratto è breve ma suggestivo, in discesa verso il piccolo borgo di Pieve Santo Stefano, porta d’ingresso alla Valle del Tevere.
La seconda tappa è impegnativa, per via della lunghezza e dei continui saliscendi: il consiglio è di dividerla, riducendo il cammino e fermandosi in una delle tappe intermedie. La fatica, però, è compensata dalla bellezza dei luoghi che si attraverseranno: si suggerisce innanzitutto una deviazione e una sosta all’Eremo del Cerbaiolo; il cammino, poi, attraversa la riserva naturale dell’Alpe della Luna tra boschi e sentieri panoramici e prosegue fino a raggiungere Sansepolcro, città d’arte nonché patria del celebre Piero della Francesca.
Una tappa più breve e senza troppe difficoltà che segna l’ingresso in Umbria. Si cammina tra campi coltivati, piccoli borghi e strade bianche, fino a raggiungere Citerna, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, affacciato sulla valle sottostante. Il paesaggio comincia ad assumere i tratti tipici dell’Umbria settentrionale: morbido, collinare, intimo.
Questa tappa attraversa la pianura dell’Alta Valle del Tevere, con un percorso agevole ma ricco di scorci sulla campagna umbra tra ippocastani, querce e roverelle. L’ultimo tratto in discesa accoglie i pellegrini alla Città di Castello, un importante centro culturale e artistico, che rappresenta anche un’ottima occasione per una sosta rigenerante.
Una delle tappe più lunghe e più impegnative, ma anche tra le più suggestive: anche in questo caso, il consiglio è di prendersi il tempo per fermarsi, fare delle soste e rigenerarsi. Il sentiero si inoltra nei boschi dell’entroterra, toccando zone poco abitate e completamente immerse nella natura fino a toccare con mano un “luogo del cuore” della Via: Pieve de’ Saddi, centro della prima cristianizzazione dell’Alta Valle del Tevere e per secoli centro religioso di tutta l’area montana. Il percorso prosegue tra salite e discese fino ad arrivare a Pietralunga, borgo raccolto e autentico che accoglie il pellegrino con la sua quiete dopo tante ore di cammino.
Il tratto che porta a Gubbio – di difficoltà media – è denso di spiritualità e bellezza, con un primo tratto che, ancora una volta, attraversa le valli montane, mentre il secondo è tutto in pianura fino a raggiungere la meta. La città, legata alla celebre leggenda dell’incontro tra Francesco e il lupo, conserva uno dei centri storici meglio preservati dell’Umbria: il consiglio è quindi di prendersi il giusto tempo per visitare questo gioiello e, intanto, ricaricarsi per la prossima, impegnativa tappa.
Un’altra tappa con chilometri da macinare e continui saliscendi ma, anche in questo caso, la fatica è ripagata dalla bellezza dei luoghi che si attraverseranno, come vallate solitarie, pievi rurali e sentieri in quota, con la possibilità di soste nei pressi del castello di Biscina, da cui si gode una vista ampia sul paesaggio umbro. Valfabbrica, borgo medievale, è l’ultima sosta prima di raggiungere Assisi che è, ormai, vicinissima.
A parte un tratto nel bosco con qualche salita impegnativa, questo cammino è piuttosto semplice. Il sentiero si snoda tra colline e oliveti, fino a quando, all’orizzonte, appare la Basilica di San Francesco. L’arrivo ad Assisi, con i suoi silenzi e le sue pietre cariche di storia, rappresenta la meta spirituale e simbolica dell’intero cammino.
Il periodo migliore per affrontare la Via di Francesco è tra fine primavera (maggio‑giugno) e inizio autunno (settembre‑ottobre). In queste stagioni il clima umbro-toscano è mite, le giornate sono lunghe e la natura esplode in colori vividi. Luglio e agosto sono percorribili, ma richiedono una serie di accorgimenti perché i tratti a quote più basse e sulle strade asfaltate possono essere molto caldi: quindi, consigliamo partenze al mattino presto, rispetto delle ore di massimo caldo, e un’ottima pianificazione dell’idratazione (sul sito ufficiale della Via di Francesco sono anche segnalate tutte le fonti d’acqua dove fare scorta). In autunno si assiste a uno spettacolo unico: il foliage, l’olio nuovo, le vendemmie. Novembre può essere affascinante, ma l’aumento della piovosità può rendere i sentieri scivolosi, e non bisogna sottovalutare le giornate più corte.
Chi percorre il Cammino di San Francesco ha bisogno di luoghi accoglienti in cui riposare e rigenerarsi: agriturismi e ostelli non mancano lungo i tragitti. E tra questi, la Tenuta di Montecorona, a pochi chilometri da Umbertide, è una delle soste consigliate, un luogo dove la spiritualità del cammino incontra l’eleganza dell’accoglienza rurale.
La Tenuta, pur non sorgendo direttamente lungo la Via di Francesco, rappresenta una deviazione consigliata per chi percorre il tratto tra Città di Castello e la splendida Gubbio, e vuole aggiungere un ulteriore tappa prendendosi una pausa rigenerante in un luogo autentico.
La sua particolarità, infatti, è la possibilità di soggiornare nell’affascinante Badia e di esplorare l’antico Eremo camaldolese che domina l’intera vallata, che si può raggiungere facilmente a piedi o in bicicletta, lungo un sentiero chiamato “La Mattonata” risalente al 1503, che attraversa un incantevole bosco di castagni e querce. Sarete accolti da una natura incontaminata e da un luogo di grandissimo interesse storico-religioso, con l’occasione di ricaricare le energie vivendo anche numerose esperienze, come assaporare le prelibatezze del ristorante Abbazia di Montecorona e l’olio extravergine di oliva DOP “Umbria Colli del Trasimeno”.
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