Wine tourism e architettura: alla scoperta delle cantine di design
Archistar e nuove cattedrali del vino: i grandi architetti trasformano la cantina
I principi dell’architettura vinicola contemporanea
- Integrazione con il paesaggio: la cantina si inserisce nel territorio senza imporsi, sfruttando dislivelli, vegetazione e linee del terreno per ridurre l’impatto visivo.
- Lavorazione per gravità: gli spazi sono organizzati su più livelli per consentire al mosto e al vino di muoversi senza pompe, preservando la qualità nelle fasi di vinificazione.
- Uso di materiali locali: pietra, legno, terra e cemento vengono scelti per dialogare con l’architettura rurale circostante e migliorare le prestazioni termiche dell’edificio.
- Controllo climatico passivo: l’orientamento dei volumi, l’inerzia termica delle masse murarie e le porzioni interrate riducono il fabbisogno energetico per la conservazione del vino.
- Progettazione dell’esperienza del visitatore: la visita non è un’aggiunta successiva, ma una sequenza spaziale pensata fin dall’inizio, dalle vasche di fermentazione alla sala di degustazione.
Questi principi non sono regole rigide: ogni cantina d’autore li interpreta in modo proprio, piegandoli all’identità del luogo e al carattere del produttore. Ma è la loro presenza, in proporzioni variabili, che distingue una cantina di design da un edificio produttivo qualunque.
La cantina in dialogo costante tra paesaggio e design
Il rapporto con il paesaggio è il principio più visibile e quello su cui si gioca la riconoscibilità di una cantina d’autore. Le soluzioni adottate variano enormemente, ma rispondono tutte alla stessa domanda di fondo: come costruire un edificio di grandi dimensioni in un contesto rurale di valore senza alterarne l’equilibrio.
Alcune cantine scelgono la strada dell’ipogeo: si interrano completamente o quasi, lasciando affiorare solo il volume necessario all’accesso e ai locali di accoglienza. Altre adottano la mimesi, ricorrendo a coperture verdi, materiali locali e geometrie che richiamano gli edifici agricoli storici. Altre ancora optano per un contrasto deliberato: forme nette, materiali contemporanei, volumi che dichiarano la propria estraneità al contesto rurale e proprio per questo lo valorizzano per opposizione.
Reinterpretare i materiali della cantina moderna: cemento, travertino, legno e acciaio
In una cantina di design ogni materiale ha sempre una doppia natura: estetica e funzionale. La qualità del progetto si misura proprio nella coerenza tra ciò che un materiale fa e ciò che trasmette.
Il cemento stabilizza naturalmente le temperature degli ambienti di affinamento grazie alla sua massa termica, e allo stesso tempo permette geometrie complesse e finiture grezze che dialogano bene con l’ambiente di lavoro della cantina. Il travertino e le altre pietre locali riducono l’impatto ambientale del cantiere e creano una continuità visiva con il paesaggio circostante, legando l’architettura nuova al patrimonio storico del territorio. Il legno, e in particolare il rovere utilizzato nelle botti, non è solo un elemento decorativo, ma è parte attiva del processo di maturazione del vino. L’acciaio, infine, risponde alle esigenze igieniche della vinificazione moderna, ma nelle versioni pigmentate o brunite assume tonalità che dialogano con i colori del paesaggio, mediando tra l’industriale e il rurale.
A completare il quadro c’è la luce, catturata con lucernari, tagli zenitali, sistemi di specchi: riduce il consumo energetico e al tempo stesso trasforma ogni ambiente in qualcosa di vivo, mutevole e legato al ritmo della giornata e delle stagioni.
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