La Costa degli Etruschi oltre il mare: a Monterufoli tra escursioni, relax e vino
Dalle spiagge all'entroterra: esplorare la Costa degli Etruschi, la Val di Cornia e Monterufoli
La Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli: nel cuore della Toscana fossile e mineraria
Addentrandosi nell’entroterra lungo le strade che attraversano la Val di Cecina, il paesaggio cambia rapidamente: alle pinete tipiche del Mediterraneo si affiancano boschi collinari, torrenti, strade bianche e affioramenti rocciosi. Qui che si sviluppa la Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli, uno dei territori meno conosciuti dell’entroterra della Costa degli Etruschi.
La riserva si trova nel cuore delle Colline Metallifere, tra i comuni di Pomarance, Monteverdi Marittimo e Montecatini Val di Cecina. È un’area di grande valore naturalistico, riconosciuta per la biodiversità, le vaste foreste, la macchia mediterranea, i torrenti e le formazioni geologiche di particolare interesse.
La riserva conserva anche un importante patrimonio di archeologia industriale: tra Ottocento e Novecento nella zona furono attive miniere di lignite e magnesite, servite dalla storica ferrovia mineraria che collegava la Tenuta di Monterufoli al capolinea sulla tratta Cecina-Volterra, attiva fino al 1929. Oggi l’edificio storico della stazione è stato interamente recuperato e ospita la struttura ricettiva della Tenuta, mentre le vecchie cave sono raggiungibili a piedi lungo suggestivi sentieri da trekking.
L’attività estrattiva più antica e singolare della riserva è quella del calcedonio: una pregiata varietà di quarzo semitrasparente. Fin dal Rinascimento questo minerale veniva estratto in questa zona della Toscana per rifornire i laboratori della famiglia Medici a Firenze, che lo utilizzavano per la realizzazione dei mosaici e dei commessi fiorentini.
Tenuta di Monterufoli: un rifugio nella quiete alle porte della Costa degli Etruschi
Vini della Val di Cornia e non solo: una degustazione a Monterufoli
Anche i vigneti della Tenuta di Monterufoli riflettono questa identità sospesa tra mare, collina e territorio minerario. Si trovano tra i 150 e i 350 metri sul livello del mare, immersi nella riserva naturale, circondati da boschi, su suoli ricchi di minerali e in costante dialogo con la vicinanza alla costa. I terreni sono sabbioso-argillosi e calcarei, ricchi di scheletro: condizioni che favoriscono vini dalla forte componente minerale e sapida.
Il vino più rappresentativo della Tenuta di Monterufoli, di proprietà di Tenute del Cerro, è il Pian di Seta Vermentino di Toscana IGT. È l’etichetta che racconta meglio l’identità della tenuta: un bianco fresco e sapido, con note di fiori bianchi e frutta a polpa chiara, espressione di un territorio in cui la componente minerale del suolo e l’influenza tirrenica si incontrano. Nel 2024 è stato premiato come miglior vino bianco della Toscana al Mundus Vini Spring Tasting, riconoscimento che ha portato l’attenzione internazionale sui Vermentini dell’entroterra livornese-pisano. Il Pian di Seta passa alcuni mesi in barrique, acquistando struttura senza perdere freschezza.
Il rosso è il Poggio Miniera Val di Cornia Rosso DOCG: un Sangiovese in purezza affinato in rovere, prodotto da vigneti che crescono nel cuore della proprietà, nella natura più incontaminata. Il nome stesso richiama la storia estrattiva del territorio e lega il vino alla memoria mineraria di Monterufoli: affinato tra barrique, botti grandi di rovere e lunghi mesi in bottiglia, è il vino che più richiama il carattere del luogo.
Il ristorante La Miniera a Monterufoli: piatti di terra e di mare (e un cacciucco d’autore)
Il ristorante della tenuta si chiama La Miniera, e il motivo è facilmente intuibile: gli spazi che oggi ospitano la sala facevano parte del vecchio complesso minerario di Monterufoli, attivo tra Ottocento e Novecento per l’estrazione di lignite e magnesite. Un luogo suggestivo, segnato dalla sua storia industriale, anche nei nuovi interni realizzati con un design moderno ma conservativo.
A guidarla è lo chef Gabriele Rosini: la sua cucina tiene insieme due anime geograficamente vicine ma molto diverse, cucina di terra e cucina di mare, con prodotti a km zero dell’entroterra e piatti tipici della tradizione della costa toscana. Nel menu convivono così pici all’aglione, cinghiale, fiorentina e tagliata insieme a piatti di mare come il cacciucchino di polpo, una versione più leggera e sui generis del tradizionale cacciucco alla livornese. Tra le food experience della tenuta è disponibile anche una cooking class con lo chef.
La parte più importante del lavoro, al ristorante La Miniera, ruota attorno alla stagionalità e ai prodotti locali. Sul menù si troveranno sempre piatti fuori carta, con le verdure del periodo e le disponibilità dei produttori della zona: asparagi, zucchine, basilico, erbe aromatiche, selvaggina e carni del territorio.