Novità delle tenute

Guida ai vini toscani e umbri di Tenute del Cerro: tra grandi classici e nuove tendenze

Toscana e Umbria sono due regioni italiane con una lunga tradizione vitivinicola e un patrimonio di denominazioni che poche altre zone d’Europa possono vantare. Sono anche molto diverse tra loro, per suoli, clima e vitigni: il che le rende particolarmente interessanti da conoscere, confrontare e – naturalmente – da assaporare.

Tenute del Cerro è una delle rare realtà produttive presenti in entrambi i territori, con cinque tenute distribuite tra le colline senesi e la Val di Cornia fino a Montefalco, e oltre venti etichette. In questa guida le raccontiamo una per una, con consigli su abbinamenti, occasioni e nuove tendenze di consumo.

Vini toscani e umbri: differenze, vitigni e zone di produzione

La Toscana è terra di Sangiovese: il vitigno copre circa il 60% della superficie vitata regionale e dà origine, tra gli altri, a Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Chianti – rossi con acidità vivace, tannino ben presente, profumi di ciliegia e spezie che cambiano sensibilmente da una zona all’altra.

Nella Val di Cornia, tra la Val di Cecina e il mare, il vitigno si esprime in una DOCG propria con carattere più costiero, mentre tra i bianchi è protagonista il Vermentino che trova qui e in Maremma alcune delle sue espressioni migliori.

Sul fronte enologico, l’Umbria riserva sorprese. Il Sangiovese è il vitigno più coltivato anche qui, ma la zona di Montefalco ha notevoli peculiarità: qui i protagonisti sono il Sagrantino – vitigno autoctono di un’area ristretta – e il Grechetto, bianco fresco e sapido.

Le cinque tenute di Tenute del Cerro si trovano in queste zone: Montepulciano, Montalcino, la Val di Cornia, Montefalco e le differenze tra i loro vini si spiegano quasi interamente con il terroir.

Terroir a confronto: Montepulciano, Montalcino, Val di Cornia e Montefalco


Le differenze tra i vini di Tenute del Cerro dipendono in larga parte dal territorio di origine. Fattoria del Cerro si trova sulle colline di Montepulciano, in Toscana, tra i 250 e i 600 metri, su un mosaico di argille, sabbie e arenarie: il Prugnolo Gentile (biotipo locale del Sangiovese) ne esce con tannini misurati e buona freschezza. La Poderina, a Montalcino, ha terreni di galestro e alberese: qui il Sangiovese Grosso è concentrato e austero.

Monterufoli, in Val di Cornia, è un’azienda biologica toscana all’interno di una riserva naturale di oltre mille ettari tra la Val di Cecina e il mare: qui si producono un Vermentino dalla spiccata sapidità marina e un rosso DOCG da suoli ricchi di minerali.

Còlpetrone, nell’area di Montefalco, in Umbria, è la più grande realtà privata produttrice di Sagrantino: 63 ettari di vigneto su suoli argilloso-calcarei, con escursioni termiche marcate tra giorno e notte. La quinta tenuta, Montecorona, è dedicata ai prodotti agricoli umbri: olio extravergine DOP, pesche, nocciole e farina di grani antichi.

I migliori rossi toscani: dal Vino Nobile al Brunello di Montalcino

Il Sangiovese toscano cambia volto a seconda della zona in cui cresce. Le tre tenute toscane di Tenute del Cerro – a Montepulciano, Montalcino e in Val di Cornia – lo dimostrano con vini molto diversi tra loro per struttura, affinamento e personalità.

Vino Nobile di Montepulciano, Rosso e Chianti: i vini di Fattoria del Cerro


Il vino simbolo della tenuta è il Vino Nobile di Montepulciano DOCG e il Silìneo è l’etichetta di riferimento: con tre Bicchieri del Gambero Rosso per sei annate di fila e 92 da James Suckling. L’Antica Chiusina è il cru, prodotto solo nelle migliori annate. La Riserva sviluppa note di tabacco, cuoio e spezie dolci, con un tannino più disteso.

Completano la gamma il Rosso di Montepulciano DOC – con affinamento più breve – il Chianti Colli Senesi DOCG e il Manero Rosso IGT.

Brunello di Montalcino e Rosso DOC: i vini de La Poderina


Il Brunello di Montalcino DOCG ha almeno cinque anni di affinamento, di cui due in rovere. Più concentrato, con un potenziale di invecchiamento che nelle annate buone supera i trent’anni – per antonomasia è il vino da stappare nelle serate speciali. Poggio Abate è la Riserva della tenuta: 24 mesi in rovere francese con batonnage settimanali, poi ulteriore affinamento in bottiglia.

Il Rosso di Montalcino DOC è la versione più informale: tannino leggero e ottimo rapporto qualità-prezzo. Completa la gamma il Rosso di Toscana IGT, affinato in acciaio.


Val di Cornia Rosso DOCG: il Sangiovese della costa toscana


Il Poggio Miniera Val di Cornia Rosso DOCG è un rosso da vitigno in purezza affinato in rovere per circa un anno, nato da un terroir ricco di minerali con buone potenzialità di invecchiamento. È il vino che dà riconoscibilità a Monterufoli anche nei rossi, accanto al Vermentino per cui la tenuta è più nota.

Sagrantino di Montefalco DOCG e gli altri rossi umbri di Còlpetrone

Se il Sangiovese si adatta a territori diversi, il Sagrantino è l’opposto: cresce quasi solo a Montefalco e ha caratteristiche che lo rendono unico nel panorama dei rossi italiani. Si capisce al primo sorso: è uno dei rossi più tannici d’Italia – con un colore quasi nero, profumi di mora, prugna e spezie. Richiede almeno 33 mesi di affinamento di cui 12 in legno.

Còlpetrone ne propone tre declinazioni:


  • Memoira: il primo Sagrantino prodotto dalla tenuta: potente, concentrato e longevo, con 12 mesi in barrique di rovere francese.

  • Sacer: nasce dagli appezzamenti migliori per esposizione e tipologia del terreno: 18 mesi in legno, seguiti da un affinamento in acciaio e bottiglia mai inferiore ai 12 anni – ed è questa la sua unicità.

  • Ò di Còlpetrone: nasce da una parcella tra le più vocate, nel luogo che rappresenta la culla storica del vitigno.


ll Montefalco Rosso è il rosso umbro più versatile: blend di Sangiovese, Sagrantino e altri vitigni, è morbido e adatto all’accostamento con numerosi piatti. Infine, il Saccr Umbria Rosso IGT è un blend di Sangiovese, Sagrantino, Merlot e Cabernet Sauvignon, affinato solo in acciaio. Fresco, avvolgente, con note di ciliegia matura e tannini morbidi, ha ricevuto vari riconoscimenti – tra cui 90 punti sia da Vinous che da James Suckling.

Vini bianchi toscani e umbri, bollicine e vini da dessert

Oltre ai grandi rossi, Tenute del Cerro produce bianchi, spumanti metodo classico e vini da dessert che completano la gamma.

Vermentino Pian di Seta, Grechetto e Manero Bianco: i bianchi delle tenute


Premiato come miglior vino bianco della Toscana al Mundus Vini Spring Tasting 2024, Pian di Seta è un Vermentino prodotto nella riserva naturale di Monterufoli, tra la Val di Cornia e la Val di Cecina: si caratterizza per note di fiori bianchi e frutta a polpa bianca e sentori tipici delle uve cresciute su suoli ricchi di minerali.

Il Grechetto di Còlpetrone è il bianco umbro del territorio di Montefalco: dolce con una buona acidità. Un vino fermo con una gamma di aromi vivaci al naso come in bocca. Infine, il Manero Bianco di Fattoria del Cerro nasce dall’unione delle uve bianche da sempre coltivate nei vigneti della tenuta: fresco e piacevole, è perfetto per ogni occasione.


Le bollicine e i vini dolci di Tenute del Cerro


Il Cerrus Brut è il primo spumante metodo classico prodotto dalle tenute: dalle migliori uve bianche dei vigneti di Fattoria del Cerro, affina almeno 24 mesi sui lieviti, con note delicatamente floreali e sentori di crosta di pane. Il Cerrus Rosé, da Sangiovese (Prugnolo Gentile), ha sentori di lampone e ciliegia e un perlage fine e persistente.

Il Vin Santo di Montepulciano DOC è il tradizionale vino da meditazione toscano: ottenuto da una rigorosa selezione manuale di uve Trebbiano Toscano e Malvasia, segue il classico processo di appassimento che ne concentra zuccheri e precursori aromatici. Più profumato, il Moscadello di Montalcino de La Poderina è un bianco dolce con un profilo sensoriale di estrema eleganza e un bouquet di aromi cangiante. Infine, il Sagrantino Passito di Còlpetrone è un rosso passito di grande struttura che coniuga note profonde di mora e ciliegia sotto spirito a una trama finemente speziata e persistente.

A tavola con i vini toscani e umbri: abbinamenti, occasioni e bottiglie da regalare

Scegliere il vino giusto dipende da molti fattori: dall’abbinamento gastronomico, dall’occasione di consumo oppure da chi lo riceverà in regalo. Ecco una guida pratica per orientarsi.

Dalla bistecca fiorentina al tartufo nero: l’abbinamento perfetto per ogni piatto


Una bottiglia di Vino Nobile di Montepulciano si abbina in modo perfetto a antipasti, primi e secondi toscani, e in modo particolare alla cucina senese: se il vostro menù prevede pici all’aglione, stracotto o pecorino di Pienza andrete sul sicuro. Anche per la bistecca alla fiorentina di chianina non ci sono dubbi: il Brunello di Montalcino è l’abbinamento migliore – con il suo carattere e la sua struttura riesce ad accompagnare la carne senza restare nell’ombra. Per piatti meno impegnativi (per esempio per un aperitivo a base di salumi e formaggi) il Rosso di Montepulciano è la scelta più indicata. Il Vermentino Pian di Seta, invece, è il bianco da portare in tavola insieme a piatti di pesce, crostacei e verdure grigliate.

Spostiamoci in Umbria: mentre il Montefalco Rosso è versatile e si adatta anche a ricette più delicate, il Sagrantino si abbina bene a piatti saporiti, che gli sappiano tenere testa. È da provare con le norcinerie, con il tartufo nero di Norcia o con le lenticchie di Castelluccio.

Quale vino scegliere per ogni occasione


Dai grandi rossi ai bianchi più freschi, Toscana e Umbria offrono vini che si prestano ad essere consumati in momenti speciali. Ecco i nostri consigli sui migliori da stappare a seconda dell’occasione:

  • Cena importante, cenone di CapodannoSilìneo (Vino Nobile di Montepulciano DOCG), Poggio Abate (Brunello di Montalcino Riserva DOCG) o Sacer (Sagrantino di Montefalco DOCG)

  • Pranzo della domenica, grigliata in compagnia a PasquettaRosso di Montepulciano DOC, Montefalco Rosso DOC o Manero Rosso IGT

  • Aperitivo, brindisi, festa di compleannoCerrus Brut o Cerrus Rosé

  • Vigilia di Natale, pranzo di FerragostoPian di Seta (Vermentino di Toscana IGT)

  • Fine pasto dopo il pranzo di Pasqua o di Natale Vin Santo di Montepulciano DOC o Moscadello di Montalcino DOC


Regalare un vino pregiato: la bottiglia giusta per chi sa apprezzarla


Compleanno, San Valentino, laurea o onomastico: regalare vino pregiato è sempre una buona idea. Una bottiglia di Brunello di Montalcino è la scelta più classica, ma anche il Vino Nobile di Montepulciano Riserva è un evergreen: riconoscibile, di qualità elevata e con un prezzo competitivo tra le DOCG toscane. Il Sagrantino è una scelta meno convenzionale ma altrettanto apprezzata.

Chi cerca qualcosa di più elegante e “festivo” può optare per le bollicine Cerrus Metodo Classico Brut e Cerrus Metodo Classico Brut Rosé: il regalo perfetto da condividere in occasioni che prevedono un brindisi.

Per facilitare la scelta, nello shop online di Tenute del Cerro è disponibile una selezione di confezioni regalo con astucci curati nel packaging – dal Moscadello in cofanetto singolo al Sagrantino Passito, fino al tris di Cerrus Brut.

Quando si regala una bottiglia, l’estetica e la cura dell’etichetta fanno sempre la loro parte: nel 2026 Tenute del Cerro ha rinnovato le etichette dei propri vini con un design raffinato, carta premium e texture in rilievo. Per soddisfare l’occhio, e non solo il palato.

Il vino nel 2026: le nuove tendenze e il wine club di Tenute del Cerro

Il modo di scegliere e bere vino sta cambiando: tra nuove abitudini di consumo e voglia di scoprire nuove etichette e esperienze, il modo migliore per restare aggiornati sono i wine club.

Rossi freschi, gradazione moderata: le nuove preferenze

Sempre più persone servono freschi anche i rossi più leggeri, arrivando a 14-16°C di temperatura. Li chiamano “red chillable”. Il Rosso di Montepulciano e il Montefalco Rosso si adattano bene ad essere serviti in questa modalità: con la loro struttura e un’acidità che tollera una conservazione a temperature più basse, sono perfetti per essere stappati durante una sera d’estate all’aperto.

Lo stesso vale per i vini a gradazione moderata, che sono sempre più apprezzati: per chi li preferisce, la bevibilità conta più della concentrazione. I bianchi e i rossi giovani toscani e umbri, con la loro struttura leggera e buona acidità naturale, si prestano particolarmente.

Il wine club di Tenute del Cerro: lo shop online, le selezioni e i consigli dalle tenute


Per chi vuole stare al passo con le tendenze del mondo del vino e acquistare etichette premiate, iscriversi a un wine club è un’ottima idea. Quello di Tenute del Cerro, con iscrizione online, dà accesso diretto all’e-commerce con l’intero catalogo delle cinque tenute e alle selezioni stagionali.

Gli iscritti entrano a far parte della community e ricevono aggiornamenti dalle tenute, consigli di abbinamento, inviti a degustazioni e visite in cantina. È anche un buon punto di partenza per organizzare i propri itinerari del vino tra Toscana e Umbria — da Montepulciano a Montefalco, passando per Montalcino e la costa maremmana.

Guida ai vini toscani e umbri di Tenute del Cerro: tra grandi classici e nuove tendenze

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