I segreti di Fattoria del Cerro: storia della Tenuta e della produzione di Vino Nobile
Fattoria del Cerro: la più grande Tenuta del Vino Nobile di Montepulciano
Dalla cerraia alla denominazione DOCG
Il nome della tenuta richiama il cerro (Quercus cerris), una delle specie di quercia più diffuse nei boschi collinari toscani: nella zona di Montepulciano e Acquaviva è possibile ammirarne esemplari notevoli. Il cerro cresce sia nei boschi che ai margini delle aree agricole e tollera vari tipi di suolo e condizioni climatiche. Nel linguaggio popolare toscano, un bosco costituito prevalentemente da cerri è detto cerraia (o anche cerreta): proprio da qui prende il nome Le Cerraie, l’innovativo centro produttivo e logistico della tenuta. ll legame tra questa Fagacea e il vino, del resto, è sempre esistito: il legno di cerro è stato storicamente utilizzato per ricavare le doghe, le assi che compongono il corpo delle botti in cui il vino matura.
Perché si chiama “Vino Nobile”: un’eredità aristocratica
Fino alla fine degli anni ‘70, la campagna toscana era organizzata secondo il sistema della mezzadria, con poderi a ciclo chiuso dove il raccolto veniva diviso tra chi lavorava la terra e chi la possedeva: circa il 52% della produzione restava al mezzadro e il 48% alla famiglia aristocratica proprietaria della tenuta. Mentre il vino del contadino finiva in tavola subito, quello che spettava ai nobili restava per lungo tempo nelle botti a maturare: la permanenza in legno ne trasformava la struttura, il gusto e ne accresceva il pregio. È da questa pratica “aristocratica” che nasce il nome “Vino Nobile” di Montepulciano. Ancora oggi, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG ha un disciplinare di produzione che richiede una maturazione complessiva tra i 12 e i 24 mesi, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Il terroir di Montepulciano: argille, fossili e sedimenti preistorici
Le colline della Fattoria del Cerro sono formate da sedimenti del Pliocene, con stratigrafie che cambiano anche a breve distanza. Milioni di anni fa quest’area era un fondale marino: quello che oggi è un vigneto conserva ancora le tracce di quel passato geologico nel suo terroir.
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Tutte le etichette della Fattoria del Cerro: breve guida ai vini della tenuta
- Il Silìneo (Vino Nobile di Montepulciano DOCG) è l’etichetta di riferimento della Fattoria del Cerro: affina per sette mesi in tonneaux e altri undici in grandi botti di rovere di Slavonia. Il profilo è quello di un Nobile con note di ciliegia nera e violetta, sfumature di vaniglia, tannini setosi e un finale lungo e bilanciato.
- Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG nasce dalla selezione delle migliori uve e affronta un percorso di affinamento più lungo – 18 mesi in botti di rovere – prima di completare la maturazione in bottiglia. È un vino dalla trama tannica più fitta e aromi che si aprono su piccoli frutti rossi, spezie e cuoio.
- L’Antica Chiusina (Vino Nobile di Montepulciano DOCG) rappresenta il cru della tenuta. Il nome identifica un vigneto di proprietà ancora oggi attraversato dalla strada etrusca che collegava Montepulciano e Chiusi, aggirando le paludi della Valdichiana. Viene prodotto solo nelle annate in cui la maturazione delle uve lo consente.
- Il Rosso di Montepulciano DOC condivide zona di produzione e vitigno con il Nobile, ma senza passaggio in legno: questo lo rende fresco, fruttato, immediato da gustare.
- Il Vin Santo di Montepulciano DOC chiude la gamma con il vino da meditazione per eccellenza della tradizione toscana. In cantina viene proposto in abbinamento con una selezione di cioccolatini artigianali – un accostamento meno scontato rispetto ai classici cantucci toscani.
Completano la gamma il Chianti Colli Senesi DOCG, i Manero Rosso e Bianco IGT, e il Cerrus Brut metodo classico.
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Fattoria del Cerro