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I segreti di Fattoria del Cerro: storia della Tenuta e della produzione di Vino Nobile

Se il primo passo per comprendere Montepulciano è esplorarne il borgo e le colline – come suggerito nella nostra guida a Montepulciano come un local – il secondo è osservare come questo territorio toscano viene coltivato e, ancora prima, organizzato sotto il profilo agricolo e vitivinicolo.

Non c’è luogo migliore per farlo di Fattoria del Cerro: immersa tra i vigneti di Montepulciano, con 600 ettari di proprietà, di cui 181 vitati e 93 iscritti all’Albo del Vino Nobile DOCG, è la più grande realtà privata della denominazione. Distribuiti tra le frazioni di Acquaviva, Cervognano, Montenero e  Tre Berte, a pochi km da Montepulciano, i suoi vigneti disegnano un mosaico di appezzamenti che asseconda il profilo naturale delle colline toscane.

Osservando una mappa del territorio vitato di Montepulciano dall’alto si nota chiaramente la frammentazione dei vigneti, caratteristica centrale del progetto agronomico della Fattoria del Cerro. Questa configurazione – insieme alla varietà di esposizione – garantisce la possibilità̀ di selezionare, a seconda dell’annata, le migliori uve.

Fattoria del Cerro: la più grande Tenuta del Vino Nobile di Montepulciano

La storia della Fattoria del Cerro è legata a doppio filo all’evoluzione del paesaggio agricolo e alle pratiche di produzione del Vino Nobile: dalla mezzadria alla nascita delle principali classificazioni del vino italiane.

Dalla cerraia alla denominazione DOCG


Il nome della tenuta richiama il cerro (Quercus cerris), una delle specie di quercia più diffuse nei boschi collinari toscani: nella zona di Montepulciano e Acquaviva è possibile ammirarne esemplari notevoli. Il cerro cresce sia nei boschi che ai margini delle aree agricole e tollera vari tipi di suolo e condizioni climatiche. Nel linguaggio popolare toscano, un bosco costituito prevalentemente da cerri è detto cerraia (o anche cerreta): proprio da qui prende il nome Le Cerraie, l’innovativo centro produttivo e logistico della tenuta. ll legame tra questa Fagacea e il vino, del resto, è sempre esistito: il legno di cerro è stato storicamente utilizzato per ricavare le doghe, le assi che compongono il corpo delle botti in cui il vino matura.

La storia di Fattoria del Cerro inizia nel 1922, nei territori della famiglia Baiocchi ad Acquaviva, dove i terreni agricoli si alternano alle cerraie e la coltivazione è ancora scandita dai ritmi della mezzadria. Nel 1978 l’azienda viene acquisita e integrata nel gruppo Tenute del Cerro. È negli anni ‘80, però, che il percorso prende una nuova direzione: la Fattoria partecipa alla rinascita qualitativa del Vino Nobile, nel momento in cui il Consorzio ottiene la DOCG – una tra le prime riconosciute in Italia – e Montepulciano consolida il proprio ruolo tra le grandi denominazioni del vino italiano, accanto a Barolo e Chianti.

Perché si chiama “Vino Nobile”: un’eredità aristocratica


Fino alla fine degli anni ‘70, la campagna toscana era organizzata secondo il sistema della mezzadria, con poderi a ciclo chiuso dove il raccolto veniva diviso tra chi lavorava la terra e chi la possedeva: circa il 52% della produzione restava al mezzadro e il 48% alla famiglia aristocratica proprietaria della tenuta. Mentre il vino del contadino finiva in tavola subito, quello che spettava ai nobili restava per lungo tempo nelle botti a maturare: la permanenza in legno ne trasformava la struttura, il gusto e ne accresceva il pregio. È da questa pratica “aristocratica” che nasce il nome “Vino Nobile” di Montepulciano. Ancora oggi, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG ha un disciplinare di produzione che richiede una maturazione complessiva tra i 12 e i 24 mesi, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.

Il terroir di Montepulciano: argille, fossili e sedimenti preistorici


Le colline della Fattoria del Cerro sono formate da sedimenti del Pliocene, con stratigrafie che cambiano anche a breve distanza. Milioni di anni fa quest’area era un fondale marino: quello che oggi è un vigneto conserva ancora le tracce di quel passato geologico nel suo terroir.

Nei vigneti si alternano suoli argillosi (fino al 45%), terreni freddi e compatti che d’estate si crepano e richiedono lavorazioni mirate per conservare l’umidità; suoli sabbioso-limosi, più leggeri e precoci; sedimenti calcareo-marini con scheletro e conchiglie fossili, che conferiscono al Prugnolo Gentile una mineralità particolare; e suoli ricchi di ferro, dalla struttura bruna e dall’odore intenso di terra viva.

I vitigni toscani tipici della zona di Montepulciano: una panoramica

Il vitigno su cui ruota l’intera produzione di Fattoria del Cerro è il Prugnolo Gentile, biotipo locale del Sangiovese. Su questo vitigno la Fattoria del Cerro ha condotto un lavoro di selezione clonale che rappresenta uno dei contributi più significativi dell’azienda al territorio. Le migliori piante sono state individuate nei vigneti più vecchi e il materiale è stato prelevato e valutato sotto il profilo produttivo, enologico e fitosanitario in campi di piante madri. Da questo percorso sono nati tre cloni omologati – Grifo, Bravìo e Brescello – con nomi ispirati alla storia di Montepulciano.

Accanto al Prugnolo Gentile, la tenuta conserva un patrimonio di vitigni autoctoni minori: Colorino, Mammolo, Canaiolo, Ciliegiolo, Pugnitello, Fogliatonda. Varietà che erano state progressivamente abbandonate perché meno produttive, ma che si sono rivelate fondamentali per ottenere la complessità dei blend.

Dal 2025, il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha introdotto 12 nuove Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), dette “Pievi”. Le sottozone corrispondono ai confini delle antiche pievi in cui il territorio di Montepulciano era suddiviso fin dall’epoca tardo-romana e sono state definite incrociando il catasto Leopoldino del 1800 con studi geologici, pedologici e produttivi recenti. La Fattoria del Cerro ricade nella Pieve di Sant’Ilario, i cui vigneti – tra cui quelli di Fontelellera – producono un Nobile dalla struttura tannica solida e dalla mineralità pronunciata.

Tutte le etichette della Fattoria del Cerro: breve guida ai vini della tenuta

Con oltre 1.200.000 bottiglie prodotte, la gamma copre l’intera piramide qualitativa del Vino Nobile di Montepulciano e si estende ad altre denominazioni del territorio.


  • Il Silìneo (Vino Nobile di Montepulciano DOCG) è l’etichetta di riferimento della Fattoria del Cerro: affina per sette mesi in tonneaux e altri undici in grandi botti di rovere di Slavonia. Il profilo è quello di un Nobile con note di ciliegia nera e violetta, sfumature di vaniglia, tannini setosi e un finale lungo e bilanciato.

  • Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG nasce dalla selezione delle migliori uve e affronta un percorso di affinamento più lungo – 18 mesi in botti di rovere – prima di completare la maturazione in bottiglia. È un vino dalla trama tannica più fitta e aromi che si aprono su piccoli frutti rossi, spezie e cuoio.

  • L’Antica Chiusina (Vino Nobile di Montepulciano DOCG) rappresenta il cru della tenuta. Il nome identifica un vigneto di proprietà ancora oggi attraversato dalla strada etrusca che collegava Montepulciano e Chiusi, aggirando le paludi della Valdichiana. Viene prodotto solo nelle annate in cui la maturazione delle uve lo consente.

  • Il Rosso di Montepulciano DOC condivide zona di produzione e vitigno con il Nobile, ma senza passaggio in legno: questo lo rende fresco, fruttato, immediato da gustare.

  • Il Vin Santo di Montepulciano DOC chiude la gamma con il vino da meditazione per eccellenza della tradizione toscana. In cantina viene proposto in abbinamento con una selezione di cioccolatini artigianali – un accostamento meno scontato rispetto ai classici cantucci toscani.


Completano la gamma il Chianti Colli Senesi DOCG, i Manero Rosso e Bianco IGT, e il Cerrus Brut metodo classico.

Enoturismo a Montepulciano: visitare la cantina e soggiornare a Fattoria del Cerro

Tradizione, innovazione e ospitalità: con una bottaia storica curata nel design, una cantina 4.0 e un relais settecentesco, la Fattoria del Cerro è oggi un punto di riferimento per l’enoturismo in Toscana. Al centro della visita c’è sempre la cantina: il percorso attraversa la bottaia, curata in ogni dettaglio e dal forte impatto architettonico, per proseguire nelle sale di vinificazione e affinamento. Al termine si passa alla degustazione dei vini, a cui è possibile abbinare un pranzo al ristorante L’Antica Chiusina o il pernottamento in agriturismo.

Chi vuole andare oltre il calice ha a disposizione esperienze immersive: un tour in fuoristrada tra i vigneti guidato dall’agronomo della tenuta, il noleggio di e-bike per esplorare le strade bianche che attraversano i 600 ettari della proprietà, una lezione di cucina tipica toscana con l’Executive Chef e perfino una cerca del tartufo nel bosco, in mezzo ai cerri, con un tartufaio esperto e il suo cane. Chi invece preferisce il relax, può optare per un picnic tra le vigne: un cesto con prodotti a km zero, una bottiglia di Silìneo o di Cerrus Brut e la campagna di Montepulciano come unico sfondo.

Per chi vuole prolungare l’esperienza nel segno dello charme, la tenuta offre il Relais Villa Grazianella, una villa del Settecento immersa nei vigneti, con piscina tra gli ulivi, camere panoramiche e ristorante gourmet. Fattoria del Cerro è facilmente raggiungibile e in una posizione strategica per visitare l’intera Toscana: l’uscita autostradale Valdichiana-Bettolle dista meno di 6 chilometri, da lì i centri storici di Montepulciano e Chianciano, la Val d’Orcia e tutte le bellezze delle città d’arte toscane, come Firenze e Siena, sono a portata di mano.

Fattoria del Cerro

Fattoria del Cerro, ubicata in località Acquaviva a Montepulciano (SI), si estende su 600 ha. di proprietà dei quali 181 vitati e con i suoi 93 ettari iscritti all’Albo del Vino Nobile​​ è la più grande realtà privata produttrice di Vino Nobile di Montepulciano.

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