Cooking class in Toscana: una lezione di pasta fatta a mano a Montepulciano
Cosa si impara durante una lezione di cucina toscana
Un'esperienza enogastronomica per ogni occasione
Un weekend romantico in Toscana
Per una coppia in viaggio tra le colline senesi, una lezione di cucina è un modo diverso di passare il tempo insieme: niente liste di cose da vedere, solo la concentrazione condivisa su un impasto e la soddisfazione di sedersi, alla fine, davanti al piatto che si è preparato in due. È un’attività che si inserisce bene in un weekend romantico in Toscana, magari proseguendo la giornata con una passeggiata tra i vigneti o un aperitivo al tramonto.
Un addio al nubilato o una giornata speciale tra amici
Per un addio al nubilato o un’uscita tra amici, la cooking class è un’alternativa originale al classico aperitivo o alla giornata in spa. Si lavora insieme, si chiacchiera tra un impasto e l’altro e si condivide il piacere di preparare qualcosa con le proprie mani. Il momento più atteso arriva alla fine, quando ci si siede tutti insieme per assaggiare i piatti realizzati durante la lezione.
Un team building aziendale diverso dal solito
La cucina è un esercizio naturale di collaborazione: richiede organizzazione, coordinamento e capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune. Per questo una cooking class è un’attività di team building sempre più apprezzata dalle aziende che desiderano proporre un’esperienza coinvolgente e informale, lontana dai format tradizionali e dalle sale riunioni.
Un piano alternativo per i giorni di pioggia
Per chi soggiorna in un agriturismo o in una tenuta toscana e cerca qualcosa da fare quando piove, la lezione di cucina è un’attività indoor che permette di trascorrere qualche ora in modo diverso: si può imparare qualcosa di concreto, trascorrere del tempo in un ambiente accogliente e concludere l’esperienza con un pranzo o una cena preparati con le proprie mani.
La cooking class al Relais Villa Grazianella
La ricetta originale dei pici toscani
Come fare i pici: il metodo tradizionale
La preparazione dei pici inizia dall’impasto, ottenuto lavorando farina, acqua, olio extravergine di oliva e un pizzico di sale fino a raggiungere una consistenza liscia ed elastica. Dopo il riposo, arriva il momento più caratteristico: la “appiciatura“, ovvero la lavorazione manuale con cui piccoli pezzi di impasto vengono fatti rotolare sulla spianatoia fino a trasformarsi in lunghi fili di pasta, irregolari e leggermente più spessi degli spaghetti.
È proprio questa lavorazione a mano a distinguere i pici dalla pasta industriale. Non devono essere tutti uguali: le leggere differenze di spessore sono il segno della loro autenticità e servono anche a trattenere meglio il condimento.
Una volta pronti, si cuociono in abbondante acqua salata per pochi minuti e si servono con i sughi tipici della tradizione toscana.
I condimenti classici: dall’aglione al cacio e pepe
I pici si sposano con condimenti semplici, capaci di valorizzarne la consistenza e il sapore.
- Pici all’aglione — Il sugo della tradizione senese per eccellenza. L’aglione è una varietà di aglio della Val di Chiana dal sapore delicato e particolarmente digeribile. Va cotto lentamente con olio extravergine di oliva e pomodoro fino a ottenere una salsa intensa e profumata.
- Pici cacio e pepe — Un grande classico della cucina italiana che trova nei pici un formato ideale. La cremosità del pecorino e la nota decisa del pepe nero si legano perfettamente alla superficie ruvida della pasta fatta a mano.
- Pici al ragù di Chianina — Il condimento più ricco della tradizione locale, preparato con carne di Chianina cotta lentamente fino a ottenere un sugo corposo e saporito, perfetto per valorizzare la consistenza rustica dei pici.
Dalla cucina al calice: i vini da abbinare ai piatti toscani
Fattoria del Cerro