Itinerari

Escursioni in Umbria tra antiche abbazie, vino e foliage

Tra colline ricoperte di boschi e vigneti, oliveti e borghi medievali, in Umbria ogni luogo è a portata di escursione: i suoi itinerari più frequentati –  il Cammino di San Francesco, il Sentiero degli Ulivi, gli anelli intorno alla Cascata delle Marmore – lo dimostrano bene. Ma tra le varie opzioni per organizzare un’escursione in Umbria, le più interessanti sono spesso quelle che uniscono l’aspetto naturalistico a quello storico o enologico: esplorare abbazie medievali, oliveti o vitigni tipici, ristorarsi in antiche locande o cantine.

Nel territorio umbro le distanze sono brevi, i borghi sono vicini tra loro e nella maggior parte dei casi i sentieri collegano direttamente i paesi. Insomma, in Umbria non serve scegliere tra natura, storia ed enogastronomia – basta incamminarsi in un sentiero per poter incontrare tutto questo.

In questa guida raccontiamo due aree dell’Umbria da esplorare a piedi, ciascuna con un ritmo diverso. A nord, intorno a Montecorona, nell’Alta Valle del Tevere, si sale nei boschi lungo gli antichi sentieri dei monaci, tra abbazie, eremi e borghi fortificati. Più a sud, tra Montefalco, Bevagna e Gualdo Cattaneo, sono i filari di Sagrantino, le strade bianche e le cantine a scandire il cammino. A ogni percorso si può aggiungere una visita, un pranzo o una degustazione, lasciando alla camminata il tempo che merita.

L’Umbria medievale: escursioni tra abbazie, eremi e borghi

Nell’Umbria più settentrionale, il paesaggio conserva le tracce di una storia fatta di monasteri, insediamenti rurali e antiche vie di collegamento, che oggi sono diventate sentieri da percorrere a piedi, tra boschi, uliveti e poderi, con abbazie ed eremi che emergono lungo il cammino come testimonianze di un passato ancora ben visibile.

 

Dall’Abbazia di Montecorona all’Eremo lungo la Mattonata


Distanza, dislivello e tipologia: 12,5 km • anello • difficoltà media/escursionistica • dislivello 690 m • circa 4 ore e 30 • solo a piedi

Una delle escursioni più caratteristiche nei dintorni di Umbertide è l’anello di Montecorona. Dall’Abbazia di San Salvatore si sale verso l’Eremo camaldolese seguendo la Mattonata, l’antico sentiero costruito dai monaci e caratterizzato dal suo lastricato. La salita alterna strade sterrate e tratti nel bosco, e tocca l’Edicola della Madonnina e il podere San Savino, da cui la vista si apre verso l’Appennino. Raggiunto il bivio, si può proseguire fino all’Eremo e poi verso il borgo fortificato di Santa Giuliana; il rientro passa invece nei pressi di San Giuliano delle Pignatte e del podere Toro, prima di tornare verso valle. Con quasi 700 metri di dislivello è un percorso da affrontare con un minimo di allenamento e con scarpe adatte, soprattutto nel tratto in salita. Per chi cerca un vero trekking, però, è l’itinerario più completo della zona.

Da Umbertide a Montone: camminare tra i borghi dell’Alta Valle del Tevere


La zona di Montecorona si presta bene anche come punto di partenza per esplorare l’Alta Valle del Tevere. Dopo il percorso verso l’Eremo, si può scendere verso Umbertide e dedicare qualche ora alla visita del centro, prima di proseguire verso i borghi e le campagne della valle.

Tra le mete da mettere in programma c’è Montone, borgo medievale in posizione panoramica, collegato a Umbertide e all’Abbazia di Montecorona da un itinerario che segue in parte la ciclovia del Tevere.

Il vantaggio dell’Umbria medievale è proprio la possibilità di alternare camminate e visite: una mattina trascorsa su un sentiero può lasciare spazio nel pomeriggio a un borgo, a una chiesa o a una sosta gastronomica.

 

La Tenuta di Montecorona, tra olio nuovo e ospitalità nella Badia


Il punto di partenza ideale per le escursioni in questa zona è la Tenuta di Montecorona. I suoi 2.000 ettari comprendono boschi, uliveti, la Badia e l’antico Eremo camaldolese che domina la valle: il paesaggio che si attraversa a piedi è, in buona parte, un paesaggio agricolo ancora in produzione.

L’attività che definisce la tenuta è la produzione di olio extravergine di oliva DOP, insieme a pesche, nocciole e farina di grani antichi. Proprio per questo, il momento più consigliato per visitare la tenuta è durante la raccolta delle olive, tra ottobre e l’inizio dell’inverno a seconda dell’annata. In questo periodo, si respira l’autenticità del legame tra produzione e paesaggio, con le olive che passano dai filari al frantoio nel giro di poche ore e arrivano in tavola con l’olio nuovo.

Chi vuole fermarsi più di una giornata può alloggiare nell’agriturismo della Tenuta di Montecorona, con otto camere ricavate all’interno del complesso della Badia. La sosta a tavola è invece al ristorante Abbazia di Montecorona, ospitato nella Badia e dedicato alla cucina con materie prime locali

L’Umbria enologica: trekking tra vigneti e borghi del Sagrantino

Più a sud, tra Montefalco, Bevagna e Gualdo Cattaneo, il paesaggio cambia: i boschi cedono spazio ai filari, agli oliveti e alle strade bianche che collegano i borghi. È il territorio del Montefalco Sagrantino, vitigno autoctono di un’area ristretta e tra i più tannici d’Italia, che ha definito la cultura agricola di questa parte dell’Umbria. Qui le escursioni si prestano a essere percorse a tappe, scegliendo distanza e dislivello in base alla giornata e organizzando il rientro quando il percorso è di sola andata.

Per chi è alla ricerca di un itinerario tra i vigneti, questa è la zona più consigliata, soprattutto se all’escursione si vuole abbinare una degustazione.

 

I vigneti di Montefalco tra trekking e foliage


Il percorso di riferimento per esplorare la zona del Sagrantino è il Cammino del SOL, un anello di oltre cento chilometri che collega otto comuni delle Terre dell’Olio e del Sagrantino: Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi. Il tracciato sfrutta percorsi naturalistici e ciclistici già esistenti, dal Sentiero degli Ulivi nella fascia olivata Assisi-Spoleto fino ai boschi dei Monti Martani, ed è pensato per essere percorso a tappe, a piedi o in bicicletta.

Allo stesso cammino è legato anche il Festival del SOL, manifestazione itinerante con trekking e attività all’aria aperta nei comuni del territorio: il programma cambia di anno in anno, con percorsi sia per famiglie sia per camminatori esperti.

In autunno questa zona offre uno dei foliage più belli d’Italia, perché non riguarda i boschi ma le vigne: tra ottobre e novembre le foglie del Sagrantino virano verso il giallo, il rosso e il porpora, trasformando le colline in una successione di colori. È anche il periodo in cui La Strada del Sagrantino organizza camminate guidate tra Montefalco e Bevagna: tre anelli di circa cinque chilometri con partenza e arrivo in cantina, accompagnati da una guida ambientale, adatti anche ai bambini dai nove anni.

 

Escursioni di un giorno tra Montefalco, Bevagna e le Fonti del Clitunno


Chi ha a disposizione una sola giornata può scegliere una delle tappe del Cammino del SOL e abbinarla alla visita di un borgo.

  • Montefalco–Bevagna
    Distanza, dislivello e tipologia: 7 km • solo andata • difficoltà facile • dislivello 38 m in salita / 299 m in discesa • a piedi, in bici o in mountain bike
    È la tappa del vino: si scende dal borgo di Montefalco tra i vigneti di Sagrantino su carrarecce e strade bianche, con qualche breve tratto asfaltato alle due estremità, e si arriva a Bevagna, che conserva un impianto medievale intatto e due chiese romaniche affacciate sulla stessa piazza.



  • Gualdo Cattaneo–Giano dell’Umbria
    Distanza, dislivello e tipologia: 13,6 km • solo andata • difficoltà media/difficile • dislivello 387 m in salita / 308 m in discesa • a piedi, in bici o in mountain bike
    È uno dei tratti più impegnativi del cammino. Da Gualdo Cattaneo si raggiunge Bastardo e si prosegue lungo la fascia pedemontana dei Monti Martani fino a Giano dell’Umbria. La distanza e il dislivello lo rendono adatto a chi è abituato a camminare, lasciando comunque il tempo per una sosta nei centri storici dei due borghi.


  • Campello sul Clitunno
    Per completare la giornata si può aggiungere una deviazione verso Campello sul Clitunno. Le Fonti del Clitunno sono un piccolo specchio d’acqua alimentato da sorgenti carsiche, cantato da Virgilio, da Byron e da Carducci, che qui ambientò una delle sue odi più conosciute. In autunno, con i salici che ingialliscono sull’acqua ferma, è il posto più fotografato della valle, perciò è consigliato arrivare presto.

Còlpetrone: dalla passeggiata alla degustazione di Sagrantino


Gualdo Cattaneo, uno degli otto borghi del Cammino del SOL, ospita la Tenuta Còlpetrone. 63 ettari di vigneto su suoli argilloso-calcarei, di cui 35 dedicati al Sagrantino. È la più grande realtà privata produttrice di Montefalco Sagrantino.

È la meta ideale per chi desidera concludere un’escursione con un calice di vino che profuma di autenticità. Dopo aver passeggiato tra i filari, si passa alla visita della cantina e della bottaia, per poi concludere con l’assaggio del vino. Le proposte di degustazione sono tre: una dedicata a tre tipologie di Sagrantino, le altre due a quattro o cinque etichette della tenuta. Tutte accompagnate da assaggi di prodotti tipici umbri e dall’olio extravergine d’oliva. Per arrivare preparati, la nostra guida ai vini di Montefalco spiega cosa distingue Sagrantino, Montefalco Rosso e Grechetto.

Consigli pratici per un'escursione in Umbria: quando andare e cosa portare

Primavera e autunno sono le stagioni più comode per questi percorsi. In primavera le temperature favoriscono anche le tappe più lunghe. Tra ottobre e novembre, a Montecorona si raccolgono le olive e nell’area di Montefalco si osserva il foliage delle vigne: il periodo preciso cambia con il meteo e con l’annata. In estate è meglio partire presto, soprattutto sui tratti esposti tra i vigneti; in inverno conviene scegliere la camminata dopo aver verificato condizioni del fondo e ore di luce.

Nello zaino servono acqua, uno snack, una traccia o mappa consultabile offline e una giacca adatta alla stagione. Cappello e protezione solare sono utili nei tratti scoperti. Le scarpe con buona aderenza sono essenziali, specialmente sulla Mattonata dopo la pioggia e sulle strade bianche che possono diventare fangose. Prima di uscire, controllare segnaletica, accessibilità, meteo e dati aggiornati sui siti dei percorsi.

Quale tipo di escursione scegliere in Umbria

Dopo aver attraversato boschi, abbazie, vigneti e borghi, possiamo affermare che non esiste un solo modo di vivere l’Umbria. La scelta dipende quindi dal tipo di giornata che si ha in mente. Montecorona è una destinazione adatta a chi cerca un trekking più impegnativo, con dislivelli, ambiente boschivo e una meta storica; l’area di Montefalco permette invece di costruire itinerari più flessibili, alternando camminate e degustazioni.

In entrambi i territori è possibile esplorare la campagna anche in bicicletta o e-bike, mentre per chi cerca un’esperienza diversa non mancano occasioni per scoprire il paesaggio a cavallo.

Per orientarsi meglio, ecco alcune delle escursioni consigliate in queste zone dell’Umbria:

Che si scelga la salita verso l’Eremo o i sette chilometri tra le vigne, il bello di un’escursione in Umbria è che il percorso non finisce quando ci si toglie gli scarponi. La sosta dopo il sentiero fa parte del viaggio: che sia davanti a un piatto della tradizione umbra, con l’olio nuovo appena assaggiato o con un calice di Sagrantino.

Escursioni in Umbria tra antiche abbazie, vino e foliage

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