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Toscana underground: viaggio alla scoperta di cave e miniere

  • 20/04/2022

​Paesaggio, buon vino e arte: la Toscana è tutto questo, ma non solo. Chi ama questa terra lo sa, il bello si nasconde anche nel sottosuolo: nasce da qui l'antica tradizione estrattiva locale che richiama sul territorio tanti appassionati di minerali e geologia.

E allora perché non lasciarsi conquistare da questa dimensione così antica e affascinante? Per farlo basterà seguire i tracciati dei giacimenti minerari che nei secoli hanno segnato l'evoluzione produttiva del territorio, scegliendo percorsi tematici, o magari focalizzandosi su di un territorio in particolare. Noi vi proponiamo il nostro: un tour underground tra le miniere in Toscana, a cavallo tra le province di Siena e Grosseto, lungo le tracce di mercurio, lignite e calcedonio.

 

Miniere in Toscana: l'anima estrattiva di civiltà antiche

Il volto minerario della Toscana era noto già agli Etruschi: l'attività estrattiva garantiva, infatti, ricchezza e benessere a questo popolo già intorno al 750 a.C.

Città come Populonia e Vetulonia prosperarono proprio grazie all'abbondante presenza di minerali ricchi di argento e rame nel sottosuolo.

Questa attività così preziosa per le civiltà del passato affiora oggi tra miniere e vecchie cave che ci restituiscono l'istantanea della storia estrattiva toscana tra sentieri e percorsi: ne sono testimonianza i parchi minerari del Monte Amiata, quello delle Colline Metallifere e il Parco Archeominerario di San Silvestro. Lungo questi tre itinerari è possibile non solo seguire a ritroso la storia produttiva di questa terra, ma anche regalarsi una passeggiata nella natura e, perché no, una tappa in cantina per scoprire il vino locale. 

 

Viaggio alla scoperta del mercurio del Monte Amiata 

Conosciuto anche come il “vulcano buono", il Monte Amiata è caratterizzato da un sottosuolo ricco di minerali, tra cui, in particolare, il cinabro. Impiegato sin da epoche preistoriche come colorante per tessuti, per usi cosmetici o come medicamento, questo minerale è presente in natura sotto forma di polvere rossa e dal suo raffinamento si ottiene il mercurio. Questa attività, anch'essa già praticata in epoca etrusca, è storicamente legata a diversi stabilimenti minerari realizzati a metà del XIX da investitori italiani e tedeschi che fecero del Distretto del Monte Amiata il primo produttore al mondo di mercurio. ​Tra i principali stabilimenti rientra la Miniera del Siele, considerata una delle più estese al mondo. Osserviamo da vicino il sito.

 

Miniera di Siele e villaggio minerario 

La Miniera di Siele e il suo villaggio minerario sono immersi nella Riserva Naturale del Pigelleto. Siamo nel territorio del comune di Piancastagnaio, in provincia di Siena, qui, nel 1847, con l'istituzione dello Stabilimento mineralogico Modigliani, è nato ufficialmente il primo impianto italiano di mercurio che ha segnato anche l'inizio dell'industria estrattiva moderna sul Monte Amiata.

Il mercurio veniva impiegato nelle applicazioni chimiche, negli strumenti di precisione, nella concia delle pelli o destinato all'industria farmaceutica e a quella bellica. Il sito, che inizialmente prevedeva un sistema di trasporto a dorso d'asino, nel 1914 è stato dotato di una teleferica e di una galleria sotterranea che collegava l'area di escavazione ai forni di distillazione e agli impianti di raffinazione.

L'attività estrattiva della Miniera del Siele è andata avanti fino al 1961: per ripercorrere luoghi e tappe storiche del sito oggi è possibile visitare lo stabilimento (per buona parte conservato), il pozzo 1 e il villaggio dei minatori, che raggruppava intorno all'area mineraria alloggi per i lavoratori, una chiesa, uno spaccio di beni alimentari e un ufficio postale.


Una passeggiata alla Tenuta La Poderina 

Scoprire un territorio significa anche apprezzarne sapori e atmosfere, ecco perché prima di proseguire il viaggio verso le Colline Metallifere, alla scoperta dei giacimenti di lignite e calcedonio, una piccola deviazione in agriturismo è quello che ci vuole. A circa 40 km da Piancastagnaio e dalla Miniere del Siele c'è la Tenuta La Poderina. Qui, nel cuore della Val D'Orcia, in località Castelnuovo dell'Abate, proprio di fronte alla suggestiva Abbazia di Sant'Antimo, la tenuta offre la location ideale per programmare una sosta in uno dei due apparta​menti di cui la struttura dispone, e magari  concedersi una passeggiata tra i vigneti a bordo di un fuoristrada. D'obbligo anche una tappa in cantina per degustare il “Brunello di​ Montalcino DOCG", che per l'annata 2017 ha ricevuto 94 punti da parte di James Suckling, il “Poggio​ Abate Montalcino Riserva DOCG" a cui, per l'annata 2016, James Suckling ha assegnato 93 punti, o il “Rosso di Montalci​no DOC".

 

Le Colline Metallifere tra lignite e calcedoni 

Dal mercurio del Monte Amiata il nostro itinerario ci conduce sulle strade della lignite: dalla provincia di Siena, che conserva tracce di attività estrattiva anche in zona Montefollonico, passiamo alle Colline Metallifere.

Immersa nell'omonimo Parco, quest'area raccoglie sette comuni in provincia di Grosseto: Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada e Scarlino.

E' qui che si concentra una fetta importante della storia delle miniere in Toscana ed è in queste terre che l'attività estrattiva vanta una tradizione millenaria. Il parco, che ha nel suo DNA la valorizzazione del patrimonio ambientale, storico, culturale e tecnico del territorio, si sviluppa su itinerari dedicati ai diversi metalli e ai rispettivi luoghi di lavorazione. Sono in tutto 34 le aree visitabili che consentono a turisti e appassionati di fare un viaggio attraverso l'evoluzione tecnologica dell'attività mineraria e metallurgica della zona. Accanto a metalli importanti tra cui rame, argento, ferro, allume e pirite in quest'area è possibile osservare da vicino anche la lignite.

 

La lignite 

La lignite è un carbone generato dai resti organici delle foreste del periodo cenozoico, parliamo di circa 65 milioni di anni fa. Trattandosi di un carbon fossile recente dal punto di vista geologico, si presenta a uno stadio di carbonizzazione ancora incompleto. Tra i luoghi storicamente legati all'estrazione della lignite c'è la Riserva di Monterufoli: la esploriamo insieme.

 

La Riserva di Monterufoli 

Per chi ama scoprire i territori seguendo le tracce del passato minerario la Riserva di Monterufoli è uno dei luoghi da non perdere: immersa nella rigogliosa natura della Val di Cecina, quest'area si estende su una superficie di oltre 4mila ettari attraverso il comune di Pomarance, in provincia di Pisa. Legata all'estrazione della lignite, la riserva è visitabile seguendo l'antico tracciato della vecchia ferrovia che facilitava il trasporto del fossile estratto verso il porto di Livorno.

La strada ferrata, inaugurata nel 1872, segnò una tappa importante per l'attività mineraria locale che toccò i massimi livelli di intensità tra il 1915 e il 1920: il tracciato collegava la stazione di Villetta di Monterufoli, dove veniva caricata la lignite, alla stazione di Casino di Terra, che convogliava il carico verso lo sbocco sul mare.

Oggi è possibile seguire il percorso dell'antica ferrovia lungo il Torrente Ritasso: qui, oltre ad ammirare massicci affioramenti minerari, è possibile scorgere i resti degli antichi ponti in muratura che attraversavano il torrente.

 

Alla scoperta di quarzi e calcedoni

Una passeggiata nei boschi della riserva, lungo i pendii a monte della miniera, offre l'opportunità di raggiungere anche antichi scavi di pietre dure come calcedonio e quarzo. Già noti nel '500, questi due minerali venivano estratti ed impiegati nella produzione di mosaici per volere dei Granduchi di Toscana. A Ferdinando I, in particolare, si deve la fondazione, nel 1588, della Galleria dei Lavori,  una manifattura artistica specializzata nella lavorazione delle pietre dure in seguito trasformata nell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L'attività della Galleria si dedicava con particolare attenzione proprio ai calcedoni di Monterufoli: queste varietà microcristalline di quarzo, insieme a magnesite, dolomite e opale, attirarono l'interesse dei Granduchi al punto che Ferdinando I nel 1609 ne riservò l'estrazione e l'uso esclusivo alla Galleria Granducale.

​Oltre alle affascinanti mineralizzazioni che punteggiano la fitta vegetazione, la riserva ospita una ricca biodiversità floreale e faunistica: è questo l'habitat del cavallino di Monterufoli, una razza equina di taglia più piccola rispetto alla norma, caratterizzata da una criniera particolarmente folta e da una struttura fisica forte e muscolosa.

 

Una tappa in Tenuta 

Nel cuore della Riserva, a pochi km dalla splendida Costa degli Etruschi, sorge la Tenuta di Monterufoli. L'antica struttura legata al Conte Ugolino della Gherardesca, impresso nell'immaginario letterario da Dante che lo collocò nella sua Commedia, è immersa nella macchia mediterranea del parco naturale e rappresenta un tassello importante per completare la propria visita alla Riserva: da qui è possibile raggiungere le miniere di lignite e di magnesite, organizzare una visita in fuoristrada ai giacimenti di calcedonio, oppure saltare in sella a una bicicletta per immergersi nei vigneti che circondano la tenuta. A rendere speciale la tenuta di Monterufoli è lo stretto legame con il passato estrattivo del territorio: l'edificio che ospita il centro aziendale sorge nel luogo in cui a metà '800 c'era la stazione ferroviaria della miniera di lignite, il capolinea della Casino di Terra - Monterufoli. Qui, dove anticamente transitavano i carichi di lignite verso Livorno, oggi è possibile anche fare un tuffo nel mondo del vino: la cantina della tenuta è aperta a chiunque voglia conoscere le fasi di produzione di vini pregiati come il “Vermentino di ​Toscana IGT" e il “Poggio Miniera val di Cornia rosso DOCG", premiato per l'annata 2013 con 95 punti nella guida vini Doctor Wine 2022. La tenuta è anche il luogo ideale per un week end di relax, dispone infatti di tre strutture ricettive: la Miniera, le Scuderie e la Casa delle Guardie, che in tutto offrono nove camere e sei appartamenti in stile toscano.

 

Il Parco Archeominerario di San Silvestro 

Si estende per 450 ettari nel cuore della Val di Cornia, alle spalle di Campiglia Marittima e del Promontorio di Piombino e regala ai visitatori un tuffo tra natura incontaminata, storia locale e archeologia. Tra gli aspetti più coinvolgenti del Parco c'è la possibilità di fare una full immersion nella storia geologica del territorio osservando da vicino non solo i luoghi dell'attività estrattiva, ma anche strumenti e quotidianità lavorativa dei minatori: proprio a questo sono dedicati il Museo delle M​acchine minerarie e quello dei Minatori. Gli appassionati di geologia e mineralogia potranno programmare una tappa al Museo dell'Archeologia e dei Minerali e alla Miniera del Temperino: un mini tour in treno accompagnerà i visitatori agli impianti della Valle dei Lanzi da cui si gode di una spettacolare vista sulla Rocca medievale di San Silvestro.

 

Per chi ama la scoperta, la Toscana, con le sue mille anime, è una fonte inesauribile di sorprese, paesaggi e scorci mozzafiato: siete pronti a partire?​