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Cooking class in Toscana: una lezione di pasta fatta a mano a Montepulciano

La cucina locale è uno degli elementi più veraci della cultura italiana, con tradizioni e ricette che si tramandano da secoli, di generazione in generazione. Per conoscere una regione italiana da vicino e imparare tutti i segreti delle ricette tipiche, non c’è esperienza migliore di una cooking class. Niente racconta un territorio come il gesto di impastare, farcire e cucinare con le proprie mani – e in Toscana questo vale più che mai.

Al Relais Villa Grazianella, ad Acquaviva di Montepulciano, gli ospiti possono partecipare a una lezione di cucina dedicata alla preparazione della pasta fresca toscana fatta a mano. Dall’impasto dei tradizionali pici alla scoperta dei condimenti tipici del territorio, ogni lezione è un momento di convivialità tra fornelli e racconti di cucina. Un’attività perfetta per coppie, gruppi di amici o team aziendali che desiderano vivere la Toscana – tra Siena e Montepulciano – in modo originale.

Cosa si impara durante una lezione di cucina toscana

Le cooking class sono tra le esperienze enogastronomiche più richieste dai viaggiatori in Italia. L’idea alla base è semplice: invece di limitarsi ad assaggiare i piatti del territorio, si impara a prepararli con le proprie mani. Un laboratorio di poche ore, guidato da un cuoco, che si conclude sempre nello stesso modo: seduti tutti insieme a gustare quello che si è cucinato.

Ogni regione italiana, però, custodisce tradizioni gastronomiche diverse e, di conseguenza, ogni lezione di cucina racconta una storia unica. In Toscana, la protagonista delle cooking class è quasi sempre la pasta fresca fatta a mano, lavorata sulla spianatoia di legno secondo una tradizione che si tramanda ancora oggi nelle cucine di casa. Una cucina apparentemente semplice, basata su pochi ingredienti genuini, ma che richiede attenzione e manualità.

Non serve avere esperienza. Le cooking class sono adatte sia ai principianti sia a chi ama già cucinare e desidera approfondire una tradizione specifica. Quel che conta è la curiosità e la voglia di mettere le mani in pasta.

Un'esperienza enogastronomica per ogni occasione

Una lezione di cucina toscana si presta a occasioni e momenti diversi: un weekend di coppia, una giornata tra amici o un’attività di team building. Non è un caso che le cooking class siano sempre più spesso scelte come idea regalo per chi ama la cucina e i sapori del territorio. In fondo, un’esperienza condivisa vale più di un oggetto, soprattutto quando si conclude a tavola con un calice di vino in mano.


Un weekend romantico in Toscana


Per una coppia in viaggio tra le colline senesi, una lezione di cucina è un modo diverso di passare il tempo insieme: niente liste di cose da vedere, solo la concentrazione condivisa su un impasto e la soddisfazione di sedersi, alla fine, davanti al piatto che si è preparato in due. È un’attività che si inserisce bene in un weekend romantico in Toscana, magari proseguendo la giornata con una passeggiata tra i vigneti o un aperitivo al tramonto.


Un addio al nubilato o una giornata speciale tra amici


Per un addio al nubilato o un’uscita tra amici, la cooking class è un’alternativa originale al classico aperitivo o alla giornata in spa. Si lavora insieme, si chiacchiera tra un impasto e l’altro e si condivide il piacere di preparare qualcosa con le proprie mani. Il momento più atteso arriva alla fine, quando ci si siede tutti insieme per assaggiare i piatti realizzati durante la lezione.


Un team building aziendale diverso dal solito


La cucina è un esercizio naturale di collaborazione: richiede organizzazione, coordinamento e capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune. Per questo una cooking class è un’attività di team building sempre più apprezzata dalle aziende che desiderano proporre un’esperienza coinvolgente e informale, lontana dai format tradizionali e dalle sale riunioni.


Un piano alternativo per i giorni di pioggia


Per chi soggiorna in un agriturismo o in una tenuta toscana e cerca qualcosa da fare quando piove, la lezione di cucina è un’attività indoor che permette di trascorrere qualche ora in modo diverso: si può imparare qualcosa di concreto, trascorrere del tempo in un ambiente accogliente e concludere l’esperienza con un pranzo o una cena preparati con le proprie mani.

La cooking class al Relais Villa Grazianella

La cooking class di Villa Grazianella è dedicata alla pasta fatta a mano e prevede la preparazione di due tipologie diverse, sotto la guida dello chef e del personale della Tenuta. L’attività si svolge in uno spazio appositamente attrezzato, dove ogni partecipante dispone di una postazione individuale completa di strumenti e ingredienti, così da poter seguire ogni fase della preparazione in prima persona.

La lezione dura circa un’ora e mezza ed è pensata per gruppi di massimo venti persone, il che la rende adatta sia a una coppia sia a comitive più numerose. Su richiesta è possibile integrare la lezione con un aperitivo o una piccola merenda: un modo per allungare l’esperienza e chiuderla con un brindisi tra i vigneti.

Per chi soggiorna al Relais, la lezione si inserisce naturalmente nel programma della giornata, magari nelle ore più calde o in un pomeriggio di pioggia; per chi è solo di passaggio, conviene prenotare con un po’ di anticipo, soprattutto nei mesi di alta stagione.

La ricetta originale dei pici toscani

Quando si pensa ai piatti tipici toscani, non si può non nominare i pici. Originari della Valdichiana e del Senese, sono una pasta fresca fatta a mano che nasce da pochi ingredienti semplici: farina, acqua, olio extravergine di oliva e sale. Proprio questa apparente semplicità rende fondamentale la tecnica. La consistenza dell’impasto, il movimento delle mani e lo spessore della pasta sono dettagli che fanno la differenza e che ancora oggi vengono tramandati di generazione in generazione.

Durante la cooking class del Relais Villa Grazianella, gli ospiti imparano a preparare i pici seguendo il metodo tradizionale, scoprendo i gesti e i piccoli accorgimenti che caratterizzano una delle ricette simbolo della gastronomia toscana.

Come fare i pici: il metodo tradizionale


La preparazione dei pici inizia dall’impasto, ottenuto lavorando farina, acqua, olio extravergine di oliva e un pizzico di sale fino a raggiungere una consistenza liscia ed elastica. Dopo il riposo, arriva il momento più caratteristico: la “appiciatura“, ovvero la lavorazione manuale con cui piccoli pezzi di impasto vengono fatti rotolare sulla spianatoia fino a trasformarsi in lunghi fili di pasta, irregolari e leggermente più spessi degli spaghetti.

È proprio questa lavorazione a mano a distinguere i pici dalla pasta industriale. Non devono essere tutti uguali: le leggere differenze di spessore sono il segno della loro autenticità e servono anche a trattenere meglio il condimento.

Una volta pronti, si cuociono in abbondante acqua salata per pochi minuti e si servono con i sughi tipici della tradizione toscana.

 

I condimenti classici: dall’aglione al cacio e pepe


I pici si sposano con condimenti semplici, capaci di valorizzarne la consistenza e il sapore.

  • Pici all’aglione — Il sugo della tradizione senese per eccellenza. L’aglione è una varietà di aglio della Val di Chiana dal sapore delicato e particolarmente digeribile. Va cotto lentamente con olio extravergine di oliva e pomodoro fino a ottenere una salsa intensa e profumata.

  • Pici cacio e pepe — Un grande classico della cucina italiana che trova nei pici un formato ideale. La cremosità del pecorino e la nota decisa del pepe nero si legano perfettamente alla superficie ruvida della pasta fatta a mano.

  • Pici al ragù di Chianina — Il condimento più ricco della tradizione locale, preparato con carne di Chianina cotta lentamente fino a ottenere un sugo corposo e saporito, perfetto per valorizzare la consistenza rustica dei pici.

Dalla cucina al calice: i vini da abbinare ai piatti toscani

Una cooking class a Villa Grazianella non si conclude con la preparazione dei piatti, ma continua a tavola, dove ogni ricetta trova il suo abbinamento ideale con i vini di Tenute del Cerro.

I pici all’aglione si sposano benissimo con un calice di Rosso di Montepulciano, capace di bilanciare con la sua freschezza la dolcezza dell’aglione e l’intensità del pomodoro. Per i pici al ragù di Chianina, invece, la scelta naturale è il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, e in particolare l’Antica Chiusina, cru di Fattoria del Cerro prodotto solo nelle annate migliori, le cui note di frutta matura, spezie e tannini eleganti accompagnano la struttura del piatto senza sovrastarla.

Anche preparazioni più essenziali, come i pici cacio e pepe, possono sorprendere con un abbinamento meno convenzionale. In questo caso, il Brunello di Montalcino, grazie alla sua freschezza e alla buona struttura, crea un piacevole equilibrio con la sapidità del pecorino e la nota aromatica del pepe.

È proprio questo il valore di un’esperienza enogastronomica in Toscana: scoprire come cucina e vino dialoghino tra loro, valorizzandosi a vicenda. E non c’è modo migliore per comprenderlo che preparare un piatto della tradizione, assaporarlo appena fatto e accompagnarlo con un buon calice, immersi nel paesaggio che ha dato origine a entrambi.

Fattoria del Cerro

Fattoria del Cerro, ubicata in località Acquaviva a Montepulciano (SI), si estende su 600 ha. di proprietà dei quali 181 vitati e con i suoi 93 ettari iscritti all’Albo del Vino Nobile​​ è la più grande realtà privata produttrice di Vino Nobile di Montepulciano.

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