Itinerari

Tra la Via Francigena e il mare: 4 percorsi di trekking in Toscana

La Toscana è una delle regioni italiane più amate dagli escursionisti, e i suoi itinerari più famosi – le tappe toscane della Via Francigena, gli anelli del Chianti, i crinali dell’Amiata – sono ormai frequentati in ogni stagione da esperti e non. Ma esistono ancora percorsi per trekking in Toscana non troppo conosciuti: sentieri poco battuti che proprio per questo conservano intatto il loro fascino e sorprendono per la varietà di ambienti attraversati – boschi fitti e pascoli aperti, torrenti da guadare e vigneti, ruderi, edifici storici e punti panoramici sul mare.

La Val di Cecina ne è un esempio, come territorio “di mezzo”: a est la direttrice della Via Francigena con il suo flusso lento di camminatori, a ovest il Tirreno con le spiagge della Costa degli Etruschi. È qui che corre la Via Francigena Mare, il cammino che collega la Francigena alla costa seguendo antiche vie del sale, e che nel suo tratto più selvaggio attraversa la Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli.

Proprio qui iniziano i quattro percorsi trekking in Toscana raccontati in questa guida: sentieri segnalati e tracciati con mappe su Wikiloc, adatti a livelli diversi, dalle escursioni per principianti fino a un anello lungo per chi vuole dedicare un’intera giornata al cammino.

Via Francigena Mare: il cammino che unisce la Francigena alla Costa degli Etruschi

La Via Francigena Mare – nome con cui è promosso il cammino di interesse regionale “Dalla Via Francigena alla Costa degli Etruschi” – è un itinerario di circa 170 chilometri e 7 tappe che collega la Val d’Elsa al Tirreno. Si percorre in entrambe le direzioni, partendo dalla stazione ferroviaria di Certaldo o da quella di Cecina: da una parte i luoghi simbolo della Francigena come San Gimignano e Gambassi Terme, dall’altra Bolgheri, Bibbona e il mare, passando per Volterra e l’Alta Val di Cecina.

Il tracciato recupera la rete delle antiche Vie Salaiole, le strade commerciali su cui per secoli viaggiò a dorso di mulo il sale delle saline di Volterra, diretto verso Firenze e Siena fino a incontrare la Via Francigena. È la variante che lascia la direttrice più frequentata dai pellegrini per immergersi nei boschi, fino a terminare sul mare.

Una delle tappe del cammino parte proprio dalla Villetta di Monterufoli, nel cuore della riserva, e scende verso Bolgheri e il suo viale dei cipressi. La Tenuta di Monterufoli è inserita nel percorso come punto di sosta e pernottamento: i quattro sentieri che vedremo si innestano quindi direttamente sulla Via Francigena Mare, come varianti e diramazioni ad anello per chi vuole esplorare la riserva prima di rimettersi in cammino.

Il territorio si presta a chi è alla ricerca di trekking panoramici vicino al mare, ma anche a chi vuole programmare una vacanza alternando giornate di relax sul litorale – a Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, San Vincenzo – con escursioni nel bosco e degustazioni di vini locali, pernottando in agriturismo. In questo territorio sorprendente, infatti, si passa nel giro di pochi chilometri dalle spiagge della costa tirrenica ai boschi delle Colline Metallifere, dalle strade bianche ai vigneti della Val di Cornia.

Escursioni nella Toscana più selvaggia dalla Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli

La Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli occupa quasi 5.000 ettari tra i comuni di Pomarance, Monteverdi Marittimo e Montecatini Val di Cecina. È una delle aree più vaste e selvagge della regione: boschi di cerri e sughere, macchia mediterranea, torrenti, guadi e vecchie strade minerarie compongono un paesaggio molto diverso dall’immagine più morbida della campagna toscana.

È una zona interessante anche dal punto di vista geologico e minerario. Tra Ottocento e Novecento qui si estraevano lignite e magnesite, trasportate da una ferrovia mineraria attiva fino al 1929; molto prima, nel Cinquecento, i Medici facevano cavare in queste colline il calcedonio, un quarzo semitrasparente utilizzato nei laboratori fiorentini per mosaici e commessi in pietre dure. Per questo le escursioni nella riserva non sono semplici camminate nel verde: lungo il percorso si incontrano continuamente tracce di storia della Toscana rimaste impresse nel paesaggio.

Il punto di partenza dei quattro itinerari è la Tenuta di Monterufoli, proprietà del gruppo Tenute del Cerro, che si estende per oltre mille ettari all’interno della riserva. Un agriturismo con piscina e ristorante ricavato negli edifici dell’antica stazione mineraria: da qui partono e arrivano i percorsi, il che rende l’organizzazione della giornata semplice anche per chi non ha familiarità con la zona.

 

1. Sentiero delle Sughere: trekking tra pascoli, vigne e boschi di sughere

Distanza, dislivello e tipologia: 5,33 km • solo andata • difficoltà media • dislivello 110 m in salita / 131 m in discesa • a piedi, in bici, in mountain bike o a cavallo

Il Sentiero delle Sughere è il più breve dei quattro sentieri suggeriti, ma anche uno dei più vari. Il primo tratto attraversa campi, pascoli e oliveti, con la Torre del Pozzo della miniera di lignite lungo la strada: un pozzo che raggiungeva oltre 190 metri di profondità. Arrivati accanto al rudere della Villetta di Monterufoli e alla Chiesetta del Sacro Cuore, si apre la vista sulla Conca di Villetta, la valle interna della tenuta. Proprio dalla Villetta di Monterufoli parte la tappa del cammino della Via Francigena Mare che scende verso Bolgheri, quindi per un tratto si cammina sul capotappa del grande itinerario.

Superata la chiesetta si entra nella macchia di lecci e querce, si costeggia il vigneto Terra Rossa e, dopo circa un chilometro nel bosco delle Sughere, si raggiunge la sughereta: vale la pena fermarsi a osservare gli esemplari monumentali di sughera. Il ritorno può diventare la parte più bella dell’esperienza: si scende lungo il torrente Ritasso e si cammina sul greto del fiume, prima di risalire sul sentiero pianeggiante che riporta alla Tenuta. Con bambini e adolescenti abituati a camminare è anche uno dei percorsi più accessibili per il trekking in famiglia in Toscana, sempre evitando le ore più calde.

2. Sentiero Poggio Mattonelle: escursione con vista panoramica sulla Val di Sterza

Distanza, dislivello e tipologia: 9,95 km • anello • difficoltà media • dislivello 303 m • quota massima 512 m • a piedi, in bici, in mountain bike o a cavallo

Il Sentiero Poggio Mattonelle condivide i primi 1,5 km con il sentiero delle Sughere, poi comincia a salire: si passa per il vigneto Podernovo di Vermentino poi, lungo una strada sempre più tortuosa, affiorano le pietre regolari, simili a piccole mattonelle, che danno il nome al poggio.

Dopo circa 500 metri, una deviazione conduce al punto panoramico da cui la vista si apre dal Monte di Canneto a tutta la Val di Sterza: boschi fitti, rilievi e una natura dall’aspetto primordiale. È uno dei punti migliori per fermarsi al tramonto, e in primavera negli slarghi del bosco fioriscono diverse specie di orchidee selvatiche. Il sentiero tocca la sommità del poggio – i 512 metri di quota massima dei quattro itinerari – e ridiscende a chiudere l’anello. Perfetto per chi è alla ricerca di escursioni con vista panoramica in Toscana, ed è un’ottima variante in quota per chi percorre sta percorrendo la Francigena Mare: basta una mezza giornata di deviazione prima di riprendere il cammino verso la costa.

 

 3. Sentiero dei Ponti Fantasma: trekking facile lungo la vecchia ferrovia mineraria


Distanza, dislivello e tipologia: 9,01 km • anello • difficoltà facile • dislivello 158 m • solo a piedi

Il Sentiero dei Ponti Fantasma e Poggio Miniera – detto anche il “Trekking dei Ponti” – è probabilmente il più scenografico dei quattro percorsi consigliati a Monterufoli: segue il tracciato della vecchia ferrovia mineraria che tra il 1872 e il 1928 trasportava la lignite verso la linea Cecina-Volterra. È l’itinerario ideale per escursioni sulla costa tirrenica di livello principiante, per chi arriva lungo la Via Francigena Mare è l’anello perfetto da inserire in una giornata di sosta alla Tenuta.

Dalla strada d’ingresso dell’agriturismo una breve deviazione porta ai resti del primo ponte ferroviario sul torrente Rivivo; si prosegue lungo il vecchio tracciato, con lo sbarramento della steccaia che un tempo alimentava un mulino. Poi compaiono, uno dopo l’altro, i “ponti fantasma”: quattro imponenti arcate in pietra a cavallo del torrente Ritasso, abbandonate da quasi un secolo in un paesaggio tornato selvatico. Dopo il quarto ponte si raggiunge la trincea scavata nella roccia per il passaggio del treno; il rientro risale il torrente Malentrata fino ai vigneti di Sangiovese, con un’ultima sorpresa a 700 metri dall’arrivo: una piccola cascata sul Rivivo.

 

4. Sentiero delle Stallacce e Malentrata: un itinerario ad anello nella riserva


Distanza, dislivello e tipologia: 17,83 km • anello • difficoltà media • dislivello 518 m • quota massima 495 m • a piedi, in bici, in mountain bike o a cavallo

Il Sentiero delle Stallacce e Malentrata – l’anello “Mine-Stallacce-Malentrata” – è il percorso più lungo: quasi 18 chilometri, oltre 500 metri di dislivello, un’intera giornata di hiking. È l’itinerario più completo per chi cerca un vero anello escursionistico nell’entroterra del mare toscano, e ha la misura di una tappa della Via Francigena Mare: per chi è allenato al ritmo del cammino, il modo migliore per conoscere la riserva in profondità senza spostare la base.

Il primo tratto alterna corsi d’acqua, boschi, campi e pascoli, con una piccola cascata e i resti di un vecchio mulino in località Mulino del Rivivo. Si prosegue verso il rudere di Gabbra, si costeggiano i vigneti e si risale sul poggio di Pian di Seta – lo stesso che dà il nome al Vermentino della Tenuta di Monterufoli. Lungo il torrente Malentrata si aprono le gallerie di una vecchia miniera di magnesite; al bivio delle Stallacce merita una sosta il punto panoramico accanto al rudere, a circa 340 metri di quota. La salita finale porta a Malentrata, il punto più alto dell’anello a 495 metri, da cui si cammina in cresta prima di ridiscendere verso l’agriturismo.

Consigli pratici per organizzare un trekking nella Via Francigena Mare

I periodi migliori per camminare in questa zona sono la primavera e l’autunno. Da marzo a giugno il bosco della Riserva Naturale di Monterufoli-Caselli è più vivo e lungo il Poggio Mattonelle fioriscono le orchidee selvatiche: una buona scelta per i trekking primaverili in Toscana su percorsi poco frequentati. Da settembre a novembre boschi, vigneti e strade bianche assumono toni più caldi: è la stagione giusta per i trekking autunnali in Toscana, anche sugli anelli più lunghi.

Anche in estate il bosco mantiene temperature più fresche rispetto alla costa, soprattutto lungo i torrenti. Conviene partire presto e scegliere i sentieri più brevi o più ombreggiati. Per chi ama ammirare il panorama quando il sole tramonta, Poggio Mattonelle è il percorso giusto al tramonto; per un trekking all’alba meglio optare per un itinerario breve all’interno della riserva, per poi poter raggiungere la costa nel resto della giornata.

 

Mappe online e percorsi suggeriti per escursioni in famiglia


Tutti e quattro i sentieri sono consultabili sul profilo Wikiloc della Tenuta: scaricare la traccia su un’app per escursionismo è la scelta più prudente, per avere sempre a disposizione una mappa consultabile offline. E per esplorare altre zone della regione, qui trovate i nostri consigli sui percorsi più belli per camminate in Toscana.

Per le escursioni per principianti la scelta più giusta è il Sentiero dei Ponti Fantasma, classificato facile e con dislivello contenuto. Per il trekking con bambini meglio i percorsi brevi, evitando le ore più calde e i giorni dopo piogge intense, quando i tratti vicino ai torrenti diventano scivolosi. In compenso, poter attraversare ponti, ruderi, corsi d’acqua e vedere animali al pascolo rendono l’esperienza interessante anche per i più piccoli, se accompagnati con attenzione.

Tre sentieri su quattro sono adatti anche a bici, mountain bike, e-bike e ad essere percorsi a cavallo. Inoltre, si prestano al trail running, grazie a dislivelli moderati con fondo compatto e quasi totale assenza di traffico. Le strade bianche della tenuta sono ideali per il cicloturismo, con la possibilità di noleggio e-bike direttamente in Tenuta: non a caso da qui passa anche il Tuscany Trail, una delle bikepacking race più note d’Europa.

 

Cosa mettere nello zaino e come vestirsi


Cosa mettere nello zaino per una giornata di trekking in Toscana? Acqua, uno snack, la traccia GPS scaricata su smartphone, un power bank, cappello nei mesi caldi e giacca leggera nelle mezze stagioni. L’abbigliamento consigliato per escursioni vicino al mare deve tenere conto dell’alternanza tra zone esposte e tratti ombreggiati: saranno necessarie scarpe da trekking con buona aderenza, abbigliamento a strati leggeri e traspiranti, protezione solare. Dopo le piogge, i tratti lungo torrenti e greti possono essere fangosi: meglio evitare suole lisce.

 

Dove dormire e ristorarsi: agriturismo e ristorante La Miniera a Monterufoli


I quattro sentieri partono tutti dalla Tenuta di Monterufoli: questo rende facile organizzarsi per pernottare qui un weekend, prevedendo un percorso breve il giorno dell’arrivo e un anello più lungo il successivo. Lo stesso vale anche per chi è già in cammino: la Tenuta è punto di sosta e pernottamento ufficiale della Via Francigena Mare, e la tappa verso Bolgheri parte proprio da qui.

L’agriturismo della Tenuta occupa gli edifici recuperati dell’antica stazione mineraria: la villetta principale, chiamata La Miniera, con camere, una suite e un appartamento indipendente; le Scuderie e la Casa delle Guardie con appartamenti autonomi affacciati sulla vallata. Completano la struttura piscina, wine shop e sala degustazione.

A fine camminata, ci si può concedere una cena al ristorante La Miniera per concludere la giornata tra piatti toscani stagionali, prodotti locali, proposte di terra e alcune fresche di mare. In abbinamento, i vini prodotti nella Tenuta: il Vermentino Pian di Seta e il Poggio Miniera Val di Cornia Rosso DOCG, che porta nel nome la storia estrattiva di Monterufoli. Per chi vuole vivere i sentieri in chiave enologica, la tenuta propone anche brevi trekking tra i vigneti e tour in fuoristrada con degustazione.

Tra la Via Francigena e il mare: 4 percorsi di trekking in Toscana

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